• 13/04/2019
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Rassegna stampa 13 aprile: Corriere Romagna

RAVENNA
MAURIZIO CORENI
Si è forse consumato domenica sera fra le mura amiche il destino
della Bakery. Quando mancano solo due tornanti alla fine della
stagione regolare, solo la matematica ormai tiene in corsa Piacenza nella lotta salvezza. La squadra giallorossa dovrebbe sperare di appaiare Cento per evitare la retrocessione diretta in serie B, ma
siccome lo sport insegna a non mollare mai, l’ex forlivese Riccardo i
Castelli si affida a questa possibilità. «Non siamo certo in un buon
periodo – commenta l’ala piacentina – e ora la salvezza è appesa a
un filo, anche se non dobbiamo arrenderci e provarci ancora con
tutte le nostre forze come abbiamo fatto contro Udine».
Intanto però il morale della squadra non è dei migliori perché
le dieci sconfitte consecutive hanno reso le acque molto agitate con
la tifoseria a chiedere la testa di coach Di Carlo. «Credo che una
reazione di questo tipo sia umanamente comprensibile anche se
cerco di estraniarmi pensando piuttosto a svolgere bene il mio
lavoro in palestra cercando solo di applicare al meglio le direttive
del tecnico». Al di là di tutto l’ex capitano dell’Unieuro, nonostante un rendimento nettamente migliore rispetto alle precedenti annate in terra di Romagna, racconta tutta
la sua amarezza per come sta vivendo una situazione così penalizzante. «Il basket è uno sport di gruppo e anche
se è stato buono il mio rendimento individuale, quello che conta è la
squadra e quindi mi dispiace ritrovarmi all’ultimo posto».
Una posizione che deriva in gran parte dalla forzata cessione
di Crosariol a otto giornate dal termine, con la squadra biancorossa appaiata a Cagliari e Jesi al penultimo posto, ma anche a sei
sole lunghezze dalla zona play-off. «Crosariol ci assicurava
punti, rimbalzi e assist e il suo addio ha influenzato negativamente gli equilibri della nostra squadra, con le sconfitte che sono arrivate in serie». Considerando la posta in palio, Castelli e compagni proveranno ad affrontare l’OraSì battagliando a suon di nervi più che di tecnica. «Abbiamo lavorato tutta la
settimana per riuscire a giocarcela fino in fondo, sperando che
siano loro a mollare per primi, anche se il pronostico pende
nettamente dalla loro parte. Affronteremo Ravenna come se
fosse una finale, poiché sappiamo bene quanto conti questa
gara per il nostro futuro».


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