Rassegna stampa 27 marzo: L’Arena (Verona)
Simone Antolini
Verona è cambiata. Ma la mutazione è ancora in corso. La Tezenis arriverà con altra anima ai play off. Merito anche di Sasha Vujacic. Ma non solo di lui. L’ex Lakers ha portato leadership, ha portato nuove
certezze, ha elevato la qualità del gioco. Condividendo il suo passato con i nuovi compagni. Mettendo il suo talento a disposizione del gruppo. A Porto San Giorgio Vujacic non ha trovato elevata ispirazione al tiro: 9 punti refertati con un 2/9 dal campo. Mai numeri non dicono tutto. Sasha ha messo la tripla
dell’ultima fuga, ha dispensato assist, si è preso addosso sempre due avversari. Ha tenuta alta la tensione di Verona. Che con Sasha si sente più forte, meno fragile nei momenti della verità, sempre in grado di inventarsi qualcosa. Oggi la Scaligera sta scoprendo la sua nuova dimensione. Profonda, molto profonda nelle rotazioni. Responsabile, altamente responsabile nel condividere, di volta in volta, i pesi della partita, i palloni più pesanti, i tiri decisivi.
A Porto San Giorgio, Verona ha tenuto a 61 punti Montegranaro, difendendo di sistema per 40 minuti, non accusando quasi mai momenti down. Lavorando sul logorio delle certezze dell’avversario. Imparando da Sasha che se due tiri non entrano, il terzo andrà preso con incrollabile fiducia. E poi, c’è Udom. Un ritorno con i fiocchi. Mattia ha sfiorato la «doppia doppia». Dieci punti, nove rimbalzi. Il talento e l’energia che mancava nella rotazioni dei lunghi. Udom dà respiro a Poletti. E viceversa. Si accoppia
molto bene con Candussi. Non ha perso la sua bidimensione. È tornato da subito a strappare extrapossessi pesantissimi. Confermando di essere il miglior rimbalzista di squadra.
Verona è questa. Quella che sfiora i cento punti in casa e lascia Montegranaro im sessantello davanti al pubblico amico. La stessa che si permette un paio di «perse» dentro la fase più delicata della partita, rimediando subito dopo con difese di ferro e costruzioni di tiri perimetrali che rasentano la perfezione.
Verona ha capito di poter essere una delle favorite alla promozione in A Ma non lo dirà mai. Verona ha capito che questo può essere il momento giusto per giocarsela con le big della A2. Verona ha capito
che il sistema premialacondivisione, e che sei giocatori in doppia cifra valgono più di un
bomber da 30 punti, che regala spettacolo, gonfiale statistiche ma magari non porta alla vittoria
Coach Dalmonte racconta: «Dopo questa prestazione torniamo a casa più ricchi a patto che tutti sappiano comprendere che noi possiamo giocar a certe condizioni. Uno: fondamentale è la presenza mentale dentro la partita per costruire e applicare la strategia dove tutti devono sentirsi connessi l’uno con l’altro per costruire una organizzazione difensiva che ha come riferimento la strategia da applicare.
Due: in attacco è necessario avere più movimento di palla senza che nessuno si senta delegittimato ad essere aggressivo e attaccare. E dove tutto diventa flusso, con cinque giocatori coinvolti per portare la difesa avversaria compiere un errore che dovremo trasformare in vantaggio. Tre: nella metà campo difensiva e necessaria applicazione ed energia. E visto che a livello numerico le nostre rotazioni stanno aumentando, possiamo permettere di aumentare proprio la nostra energia. Tenendo alta
sempre l’aggressività.