Rassegna stampa 18 marzo: Il Resto del Carlino
• Ravenna
SERVIVA una vittoria all’OraSì e vittoria è stata. Ma chi si aspettava di celebrare Smith come assoluto protagonista di giornata è rimasto deluso, poiché il successo sabato 85-72 su Roseto ha avuto un sapore tutto italiano. Sono state infatti le giocate di Tommy Marino e la diga eretta da Luca Gandini a
decidere l’anticipo della 25a giornata. E la prova del lungo veronese, in particolare, ha un valore ancora maggiore, perché nessuno si sarebbe aspettato un Gandini così dominante contro avversari giovani e fisici come quelli in maglia Sharks.
«CREDO che la pagherò nei prossimi giorni questa partita – scherza un sorridente Gandini – Era necessario pareggiare l’intensità dei nostri avversari, perché Roseto è una squadra che fisicamente non
è seconda a nessuno, ma ci siamo riusciti, e non solo per merito mio. Ognuno a modo suo ha saputo trovare il proprio momento per diventare protagonista, quindi il merito è da dividere con tutti i
compagni». Sulla sua prova personale Gandini spende qualche parola: «Da anni gioco questo campionato e ormai conosco bene le mie caratteristiche. Non sarò mai un grande realizzatore, ma se c’è
da buttarsi su un pallone non mi tiro indietro. Questa vittoria deve darci fiducia, perché arriva al termine di una serie di buone prestazioni. In casa nostra abbiamo fatto belle partite passando per quella con la Fortitudo, quindi meritavamo questi due punti».
Difesa e circolazione di palla sono i due aspetti nei quali la squadra appare più migliorata. E difendere senza soccombere al ritmo imposto dagli Sharks non era facile.
«Da qualche partita a questa parte – afferma Gandini – stiamo difendendo piuttosto bene. La chiave
di questa partita era il taglia fuori ed evitare le palle perse. Nei due momenti in cui lo abbiamo fatto
abbiamo scavato il solco che ci ha fatto vincere. Tuttavia, appena abbiamo mollato un attimo, Roseto
è tornata sotto. Non dovrebbero esserci questi alti e bassi, ma quando si gioca con queste squadre
qualche errore è da mettere in conto».
SALITA a 22 punti e tornata in piena bagarre playoff, adesso l’OraSì è padrona del proprio destino. Saranno cinque finali da qui al 20 aprile, ma l’ottimismo non manca. Prima tappa, Jesi.
«Ci andiamo con grande fiducia – conclude Gandini – Anche lì dovremo pareggiare l’intensità, perché anche loro hanno un obiettivo preciso: evitare la retrocessione e magari anche i playout. Dovremo mettergli le mani addosso dall’inizio e fare tanto taglia fuori. Sappiamo che hanno dei lunghi
molto atletici come Tote e Rinaldi, che ha la mia età e conosce molti trucchi del mestiere, ma siamo tranquilli perché siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e siamo motivati a giocare cinque
grandi partite».
Stefano Pece