Rassegna stampa 15 marzo: Il Resto del Carlino
• Ravenna
ATTEGGIAMENTO positivo, motivazione, carisma. Tommaso Marino ha portato tutto questo in casa OraSì e da quando è arrivato, la squadra è migliorata nella circolazione di palla e negli assist. E anche se sono giunti solo 2 punti, sono state di tre buone prestazioni, soprattutto con la Fortitudo. «Anche noi da dentro ci siamo accorti di avere giocato una grande partita – commenta Marino – Però è chiaro che di questi tempi i complimenti lasciano il tempo che trovano, servono punti. C’è stato un momento in cui ho avuto la sensazione che si potesse vincere, poi loro si sono dimostrati la squadra più forte».
Marino spiega il piano partita, apparso chiaro fin dalle prime azioni, che che ha funzionato fino a
che non è emersa la classe di Mancinelli e Fantinelli: «Abbiamo volontariamente lasciato loro qualcosa. Li abbiamo sfidati al tiro da 3, ma sono stati bravi a punirci: avevamo infatti messo in conto
che Mancinelli e Fantinelli potessero sbagliare, invece ci hanno sorpreso con 4 bombe». Della propria prestazione invece il play non è del tutto soddisfatto. «Non ho segnato – commenta disincantato – Purtroppo in questo momento non riesco a segnare e mi sono usciti un paio di tiri che credevo andassero dentro e che avrebbero cambiato volto alla mia partita». Marino prosegue nella sua analisi: «In generale ho giocato come volevo, magari nel secondo tempo potevo attaccare di più, ma di solito alla mia prestazione penso il giusto, non sono quello tosto che torna a casa e rimugina, mi dispiace aver perso. Quei canestri sarebbero serviti a dare più fiducia a me, ma anche a tutta la squadra ed è per questo che mi dispiace non avere segnato».
Tuttavia è un dato di fatto che da quando c’è Marino la squadra sta avendo una manovra più fluida e
più comunicazione in campo. «Se i compagni giocano bene – spiega – vuol dire che il playmaker ha fatto bene. Sono un giocatore a cui piace dialogare coi compagni più esperti, perché sono convinto che
in campo serva una guida anche a livello vocale, non solo tecnico».
Domani con Roseto l’OraSì si gioca gran parte della stagione: perdere vorrebbe forse dire addio al
sogno playoff. «Non ho giocato contro Roseto, ma la conosco bene – spiega l’I 1 giallorosso – È
una squadra atletica e intensa che ti mette sotto pressione. Tuttavia, se vogliamo continuare a guardare in alto si può solo vincere». Quindi la squadra crede ancora nei playoff. «Ne parlavo con Josh
– conferma Marino – e l’ho visto motivato quanto me. Tutti li vogliono fare. Personalmente nelle ultime 7 stagioni ci sono arrivato 6 volte e quell’unica occasione li ho persi all’ultima giornata. Nulla è compromesso, ma non sarà facile, perché dobbiamo giocare con alcune delle più forti. Ma se
vogliamo i playoff dobbiamo vincere anche le partite difficili».
Stefano Pece