Rassegna stampa 9 marzo: Il Resto del Carlino
Massimo Selleri
• Bologna
ANTIMO MARTINO e Giacomo Sgorbati da una parte e Andrea Mazzon, Luca Gandini e Matteo
Montano dall’altra. Nella gara di domani al Pala de André di Ravenna qualcuno farà valere la legge dell’ex e porterà a casa due punti che hanno un peso specifico importante. Dopo la pausa per consentire lo svolgimento della Coppa Italia a Porto San Giorgio, si torna a giocare in campionato con i padroni di casa che davanti al proprio pubblico vogliono ottenere le vittorie necessarie per arrivare ai playoff se, invece, saranno gli ospiti bolognesi ad aggiudicarsi il referto rosa allora riprenderebbero spedito il cammino verso la promozione diretta in serie A. Ma lo sport non è solo prestazione tisica o ingegno tattico, ma è anche emozione e sentimento e soprattutto in questo caso qualcosa di sostanzioso che balla c’è. Sul fronte ravennate è difficile dire chi, tra coach Mazzon e Montano, viva di più questa partita. Il motivo è molto semplice l’esterno bolognese, cresciuto sotto le ali dell’Aquila, non ha digerito tanto
facilmente la mancata conferma da parte di Matteo Boniciolli, il tecnico che fino ad un anno fa sedeva sulla panchina biancoblù. Non è nello stile del giocatore fare polemiche, anche se sarebbe abbastanza facile vista la pattuglia di stranieri che negli ultimi anni sono arrivati alla Effe, ma è proprio chi parla e tiene la rabbia per il campo ad essere un elemento pericoloso. Situazione simile per Andrea Mazzon che arrivò a Bologna nella stagione 2007/08, ma già a Natale salutò la compagnia. Gilberto Sacrati lo convinse che si sarebbe fatto uno squadrone per tornare in tempi brevi in Eurolega, competizione che tra l’altro il tecnico aveva conquistato con l’Aris Salonicco, e poi al posto di Gianluca Basile arrivarono giocatori di secondo livello. Quell’esonero fu uno dei primi segnali che c’era qualcosa che non funzionava in quella società. Gandini, invece, è molto tranquillo: vista la sua lunga militanza in serie A2 ha fatto l’esperienza che tra pubblico, organizzazione e qualità della vita, passare da Bologna è una sorta di fortuna per qualsiasi giocatore di questo livello. Sul fronte della Effe bisogna sottolineare come Sgorbati dovrà sudare le classiche sette camicie per trovare spazio in una squadra dove è arrivato Carlos Delfino a coprire la lacuna creatasi con l’infortunio di Daniele Cinciarini, mentre per coach Martino la gara è particolare. Ravenna è stata la sua prima panchina da capo allenatore e oggi è sotto le Due Torri lo deve proprio a quel sistema di gioco ordinato e allo stesso tempo aggressivo, che era riuscito a creare in terra romagnola e che aveva creato parecchi grattacapi ad una Fortitudo dove non si badavano a spese anche a scapito della logica. La squadra continua a lavorare al completo, domani la qualità del gioco passerà in secondo piano e che l’unica cosa che conta è portare a casa la vittoria in un impianto che si preannuncia tutto esaurito.