Rassegna stampa 1 marzo: Corriere Romagna
RAVENNA
MAURIZIO CORENI
La sconfitta di Mantova non ci voleva proprio per l’OraSì, che alla ripresa del campionato sarà impegnata con Fortitudo Bologna e Roseto. Le valutazioni di coach Mazzon però sono più orientate
sugli aspetti: «Abbiamo sfiorato la vittoria contro una squadra che ha messo in grossa difficoltà due
corazzate come Fortitudo e Treviso e sconfitto Udine e Verona: questo è un dato di fatto come quello che nelle prossime sfide occorrerà assolutamente cercare di limitare il più possibile qualsiasi tipo di errore gettando sul parquet tutta la furia agonistica che abbiamo dentro».
Montagne russe
Due impegni sulla carta complicatissimi per la forza di Bologna, che ha immesso inunroster da categoria superiore un giocatore con un passato in Nba come Delfino, e un Roseto impostasi nettamente nell’ultima uscita con Udine dopo avere ottenuto tre vittorie nelle ultime quattro partite. In casa ravennate il conto alla rovescia è cominciato con una doppia seduta di allenamento procedendo con qualche cerotto di troppo per le tante ferite subite, ma con la fiducia di chi vuole rialzare la testa: «Ringraziando ancora una volta il presidente che ha provveduto a inserire in squadra l’elemento che ci serviva, è chiaro che non si possa sempre sperare che i soliti giocatori facciano pentole e coperchi ma occorrerà che tutti a cominciare dalla panchina si prendano le proprie responsabilità iniziando a convertire a canestro le azioni provate in allenamento». Il presente, infatti, dice che l’obiettivo stagionale di centrare i play-off e ancora concreto e se si considera che le prime sei piazze non sembrano più alla portata visti i punti di svantaggio, i ravennati dovranno rimboccarsi le maniche e lavorare a testa bassa cercando di giocare senza fare troppicalcoli. Il futuro della squadra giallorossa è dunque tutto da scrivere e anche se al momento la situazione non sembra delle migliori, la voglia di riscatto dei giocatori potrebbe far saltare qualsiasi pronostico negativo anche se fino ad oggi, ad onore del vero,
la miccia non è mai stata accesa. In chiusura, coach Mazzon commenta così l’addio di Laganà: «È
evidente che le cose non siano andate come lui e noi speravamo e ciò mi ha procurato un grosso dispiacere perché il suo problema è sorto dopo avere lavorato magnificamente durante l’estate. Rimane il rammarico di un ragazzo che ha sempre dato il massimo allenandosi anche in condizioni difficili».