Rassegna stampa 28 luglio: Corriere Romagna
RAVENNA MAURIZIO CORENI Da alcuni giorni Luca Ioli non fa più parte del nuovo assetto del Basket Ravenna dopo il suo ritorno l’anno scorso nel mondo del basket. «Non si è trattata di una separazione conrancori o veleni -precisa l’ormai ex responsabile dell’area organizzativa – ma piuttosto di una decisione societaria da me accolta nella massima serenità: si è interrotto il rapporto, ma non è finito sicuramente il mio feeling con Ravenna e con il suo presidente Vianello». Sui motivi del distacco Ioli preferirebbe glissare, poi spiega l’evolversi della vicenda. «L’anno scorso sono arrivato in società per dare una mano al presidente, ma con l’avvento del nuovo direttore generale, immagino che i programmi siano cambiati e di conseguenza ritengo giusto che la nuova guida abbia voluto formare la nuova squadra secondo le sue esigenze che evidentemente non contemplavano la mia presenza. Ne ho preso atto, ma siccome la mia area professionale è completamente diversa da quella sportiva, ritornerò tranquillamente a fare il dirigente nella Cna di Rimini restando sempre disponibile nel caso ci fosse ancora bisogno del sottoscritto». La crisi del settimo anno ha dunque colpito ancora, ma non ha messo in crisi il suo amore per il basket cittadino di cui negli anni ottanta è stato grande protagonista raccogliendo tre promozioni nel giro di sei campionati portando la squadra dalla C2 alla Bl con l’intermezzo di una stagione alla Marr Rimini con la quale conquistò la promozione in Al. «Ricordando quel periodo in cui ci fu il primo balzo in avanti della pallacanestro ravennate di cui mi onoro avere dato il mio contributo, credo che attualmente ci siano tutte le prerogative per salire ancora: è un dato oggettivo che la società abbia negli ultimi anni costruito una storia importante per cui sono certo che la struttura creata sia tale da potere durare nel tempo». Una visione ben diversa da quella della sua città dove non mancano storia e disponibilità economiche ma che una visione miope ha portato a ripartire dalla C Gold. «Il basket riminese ha dovuto fare i conti ultimamente con una proprietà che non ha voluto crescere e ora dopo avere disputato due anni fa i play-off con Forlì per salire in A2, si ritrova in questo campionato come conseguenza di una mancata programmazione. Ravenna invece ha avuto un’accelerata già dall’anno scorso quando a una progettualità sbilanciata sull’aspetto sportivo, sono stati inseriti quei concetti di carattere a-ziendale essenziali per un nuovo salto di qualità». La chiusura è infine dedicata al momento più bello e quello no della passata stagione. «Il ricordo più vivo è il canestro di Giachetti contro Treviso all’ultimo secondo con il boato del pubblico a sottolineare un momento di grande emotività collettiva, quello più triste è stato sicuramente la finale di Coppa Italia a Jesi con la squadra arrivata completamente priva di forze per competere ad armi pari».