Rassegna stampa 5 luglio: Il Resto del Carlino
Stefano Pece ¦ Ravenna STEFANO Masciadri è l’unico elemento della vecchia guardia rimasto in giallorosso dopo la diaspora avvenuta alla fine del campionato 2017-18. La prossima stagione sa- rà la sua quarta a Ravenna, dunque chi meglio di lui può giudicare come stanno cambiando le co- se Masciadri, dopo la mancata 3ualificazione ai playoff il ci-o si era chiuso? «Secondo me no perché Antimo aveva ancora voglia di rimanere a Ravenna, ma si è creata questa opportunità difficile da rifiutare. Certo, l’anno scorso le cose non sono andate come ci eravamo prefissati, ma non credo che Antimo se ne sarebbe andato se non ci fosse stata la chiamata della Fortitudo. Pertanto sono convinto che il ciclo poteva continuare». Adesso c’è Mazzon che l’ha voluta come punto fermo della nuova OraSì. Cosa si aspetta da lei? «Si aspetta tanto. Per ora abbiamo soltanto parlato e mi ha illustrato la sua idea per il mio ruolo, ovvero un «4» che apre gli spazi. Inoltre si aspetta leadership, anche perché sono uno dei pochi rimasti del vecchio corso, e dovrò fare anche da tramite tra squadra e tifosi. Sarà un sistema di pallacanestro un po’ diverso da quello di Antimo». Sarà lei il nuovo capitano? «Questo non posso dirlo perché non ne abbiamo parlato. Però me lo stanno chiedendo tutti e secondo logica direi di sì. Sarà l’allenatore a decidere, l’ultima parola spetta a lui». Come giudica i nuovi acquisti? «Cardillo e Gandini sono due giocatori di notevole esperienza in questa categoria e ci daranno una grandissima mano dalla panchina. Per quanto riguarda Laganà, ritengo che questo per lui sia l’anno giusto per rilanciarsi dopo due stagioni travagliate. L’anno scorso Bergamo è stato un banco di prova dove ha dimostrato di poter fare grandi cose, e questo per lui sarà l’anno zero. Adesso aspettiamo i due americani e l’ultimo under, poi vedremo». Sta seguendo il mercato delle altre? Quali sono le avversarie che si stanno muovendo meglio? «Le solite note, Fortitudo, Treviso, Verona e Udine. A loro aggiungerei Montegranaro e Cento, due società che stanno costruendo bene. Poi col cambio di regolamento ci sarà ancora più competizione e sarà un grande campionato. Per ora le mosse che ha fatto la società mi piacciono molto. Siamo un bel mix di esperienza e gioventù e anche noi potremo dire la nostra». Il pubblico cosa deve aspettarsi? Potrebbe essere un anno di transizione, dal momento che è cambiato quasi tutto? «Potrebbe, ma potrebbe invece essere un anno denso di sorprese. Io propendo e spero per questa seconda ipotesi perché la ventata di novità porterà con sé una carica di entusiasmo. Poi starà a noi darci dentro in palestra e costruire i risultati. Alla gente voglio però chiedere di avere un po’ di pazienza perché siamo all’inizio di un nuovo corso e ci sono tanti ragazzi nuovi, ci vorrà del tempo per costruire la nostra identità».