• 30/03/2018
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Rassegna stampa 30 marzo: Corriere Romagna

RAVENNA MAURIZIO CORENI Il dopo Montegranaro fotografa un’Orasì che non sta certo regalando grandi soddisfazioni al suo pubblico e se tanti tifosi, delusi dai propri beniamini, hanno preferito domenica sera spegnere anzitempo lo streaming della gara di Porto San Giorgio, più di uno non ha mancato di lanciare grida di insoddisfazione attraverso il web mentre i supporter marchigiani festeggiavano il successo e la conquista anticipata dei play-off. Nessuno meglio di Andrea Raschi quindi può fare un’analisi di quello che si può definire uno stato di confusione in casa Orasi dove non si riesce più a distinguere se il problema sia tecnico o mentale. «È evidente che se la squadra non riesce a concretizzare quello che costruisce e subisce dei parziali negativi – commenta il capitano giallorosso -entrano in gioco più di un fattore oltre a quello puramente tecnico, ovvero mancanza di lucidità, concentrazione e capacità di lettura della gara. Come per e-sempio domenica, quando c’è stata una percentuale al tiro da sotto canestro mai riscontrata nel corso della stagione e se è vero che avevamo di fronte una fisicità importante da parte nostra abbiamo commesso tanti errori puerili inimmaginabili a questi livelli”» L’interrogativo però a questo punto è se Montano non segna più è perché ha perso fiducia nel suo tiro o per l’involuto gioco offensivo della squadra? E così Giachetti, a cui non riescono più gli assist millimetrici e le incursioni a canestro che avevano caratterizzato il momento migliore della stagione, paga solo uno scadente livello di forma oppure viene tatticamente abbandonato dai compagni nelle situazioni-chiave? Con il discorso che ovviamente è esteso anche agli altri componenti del roster, dare risposte non è per nulla facile e la possibile soluzione che la squadra è chiamata a cercare al più presto per salvare il finale di stagione risulta abbastanza scontata. «In queste situazioni non esistono ricette particolari per noi giocatori se non riuscire a limitare gli errori aumentando il livello di attenzione e concentrazione durante gli allenamenti per poi trasferirlo nel momento in cui si scende in campo. A questo punto non sono possibili altre soluzioni – prosegue il capitano ravennate – ma prendendo atto che l’andamento del nostro campionato non è stato lineare e i momenti negativi si sono alternati con altri positivi, i presupposti per centrare l’obiettivo iniziale della società ci sono ancora tutti, anche se è evidente che già con Treviso dovremo tornare a vincere indipendentemente dai risultati che conseguiranno gli avversari diretti». La materia per avere fiducia insomma c’è tutta, anche se dubbi e ansie rimangono nella mente di tutti.


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