Rassegna stampa 15 marzo: Il Resto del Carlino
Ravenna Sono ormai tutti concordi nel ritenere che la Coppa Italia abbia fatto bene all’OraSì e abbia trasmesso quella scossa che serviva per rivitalizzare la situazione. Capitan Raschi è dello stesso avviso e spiega come la squadra in quei momenti sia stata in grado di trovare dentro se stessa la forza per reagire. «Qualcosa in effetti è cambiato – afferma il capitano – Prima della Coppa c’era la speranza di ritrovare le nostre caratteristiche migliori e secondo me questo è successo, perché abbiamo dimostrato di essere all’altezza di qualsiasi squadra, a prescindere dalla classifica che occupa e dal girone nel quale è inserita». Oltre che in campo, l’importanza di un giocatore come Raschi si vede negli spogliatoi. Dialogo continuo, confronto con i compagni e conforto quando serve, sono le caratteristiche di un buon capitano. «Parlare coi compagni la sento come caratteristica principale del mio ruolo e l’ho sempre fatto, sia quando le cose andavano male, ma anche quando eravamo in striscia positiva. Inoltre in questo ultimo periodo ci siamo radunati diverse volte per parlare insieme allo staff, ma soprattutto tra noi giocatori. Lo abbiamo fatto anche prima della Coppa Italia. Ci siamo chiusi in una stanza tra di noi e ci siamo confrontati sulle piccole e grandi cose che potevamo migliorare». E QUESTO confronto sembra avere portato i risultati sperati. Con la Fortitudo si è vista un’OraSì compatta, solida, pre-confronto nello spogliatoio «Quando le cose andavano male ci siamo chiusi in una stanza parlando delle cose da migliorare» sente e lucida, anche nel momento più oscuro della partita durante il terzo periodo. «Chiaramente – afferma Raschi – in una partita non si può pensare di essere sempre perfetti, ma quei momenti di pausa vanno ridotti al minimo. O per lo meno bisogna reagire nel più breve tempo possibile. Nel nostro periodo nero questo non ci riusciva, contro la Fortitudo è andata diversamente». Archiviata Bologna c’è la corsa playoff a cui pensare. «La lotta è aperta. Ci sono 5 squadre racchiuse in due punti e siamo in tanti a contenderci pochi posti. Credo che la differenza canestri e gli scontri diretti alla fine saranno i dettagli che decideranno chi sta dentro e chi sta fuori. Adesso però questo pensiero non deve assillarci, dobbiamo pensare una partita alla volta senza farci distrarre eia altro». L’ORASI è attesa da un calendario tremendo. «Saranno sei finali poiché, ognuna delle squadre che affronteremo ha un obiettivo da perseguire. Poi i risultati ci dicono che anche le squadre più attardate in classifica possono fare male alle più forti, quindi l’attenzione va tenuta sempre alta». Domenica si va a Verona che all’Agsm Forum ha un record di 10-2 ed è stata l’unica a battere Treviso negli ultimi tre mesi. «Si tratta di una squadra molto solida – conclude il capitano giallorosso – e l’inserimento di Poletti dimostra che hanno ambizioni da playoff. Sarà una partita dura come quella di domenica scorsa, tuttavia è un impegno che non ci spaventa perché sappiamo quello che dobbiamo fare: affrontarla con lo stesso atteggiamento e limitare i momenti di pausa». Stefano Pece