• 13/03/2018
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Rassegna stampa 13 marzo: Il Resto del Carlino

L’ORASI E LA VITTORIA SULLA FORTITUDO QUESTE LE PROSSIME PARTITE PER LA SQUADRA RAVENNATE: DOMENICA 18 A VERONA, DOMENICA 25 A MONTEGRANARO, LUNEDÌ 2 APRILE AL PALA DE ANDRÉ CONTRO TREVISO «^ Cf^F SPLENDIDA CORNICE Per l’attesissima partita contro la Fortitudo il Pala De André ha fatto registrare il tutto esaurito con oltre 800 rumorosissimi sostenitori delle ‘Effe’ bolognesi. Il tifo per i colori giallorossi non è mai mancato e lo ha sottolineato nel dopo partita anche il coach dei ravennati, Antimo Martino. Molto suggestiva anche l’esecuzione dell’Inno di Mameli, prima della gara, da parte dell’Orchestra dei Giovani diretta da Franco Emaldi . il beniamino Chiumenti: «Se giochiamo così uniti possiamo battere tutti» GRANDE CARATTERE GRINTA da trascinatore in campo e fuori, volontà di andare oltre i fastidi fisici e una spiccata propensione a mettersi al servizio della squadra. Questo è il ritratto di Alberto Chiumenti, un giocatore che non risparmia mai l’impegno (e per questo è un beniamino dei tifosi giallorossi) e che contro la Fortitudo ha giocato una partita magnifica su entrambi i lati del campo. Questi i numeri della sua prestazione: 10 punti con 4/6 dal campo, 13 rimbalzi, una stoppata e un assist per un bel 21 di valutazione che ne fanno uno dei migliori in campo. E considerando che non doveva nemmeno giocare la si può ritenere come la sua migliore prestazione stagionale. CHIUMENTI però è un giocatore che preferisce parlare della squadra e non di se stesso e afferma: «Sicuramente è stata un’ottima partita dal punto di vista dell’atteggiamento e dell’attitudine alla gara. Questo aspetto rappresenta per noi l’ago della bilancia, perché quando partiamo così compatti e uniti diventiamo una squadra di un certo tipo, viceversa quando non lo facciamo presentiamo dei limiti. In queste partite è abbastanza facile trovare le motivazioni, poiché si gioca non soltanto contro la prima in classifica, ma contro la storia stessa della pallacanestro e c’è sempre una grande voglia di sorprendere e di far felici i tifosi». Questa volta il passaggio a vuoto del terzo periodo non ha prodotto danni irreparabili. Dal +5 di metà gara, Ravenna è sprofondata a -9 con soli 4 punti segnati in oltre 6 minuti, poi la reazione dell’OraSì con il gran finale. Ma quanta paura in quei momenti. «Se vogliamo trovare un limite che presenta la nostra squadra è quello di non essere sempre continua – ammette Chiumo – A volte ci spegniamo e attraversiamo momenti di pausa. Fortunatamente quello vissuto nel terzo periodo è stato relativamente breve e non ci ha condizionato come era successo in altre partite. E questo rappresenta un bel passo avanti per noi, perchè il traguardo che vogliamo raggiungere è quello di giocare partite il più possibile lineari o ma- gari in crescendo». FORSE la Coppa Italia ha dato maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi ai giallorossi, anche se il trofeo non è arrivato. «Certamente la Coppa è stata importante, perché ci ha fatto capire che se affrontiamo le partite con l’atteggiamento di cui parlavo prima, siamo un tipo di squadra, viceversa appena caliamo un attimo nella mentalità e nell’aggressività concediamo troppo e andiamo sotto, fermo restando comunque che Tortona ha La corsa verso i playoff «In base agli ultimi risultati il calendario è relativo, occorre pensare a una gara per volta» vinto meritatamente nella finale di Coppa Italia a Jesi». GETTANDO uno sguardo al calendario, per Ravenna la strada verso i playoff rimane comunque in salita anche dopo il meritato successo sulla Fortitudo: Verona e Montegranaro in trasferta, poi Treviso in casa, Mantova ancora fuori, Bergamo in casa, per finire con la trasferta di Jesi. Tutte squadre che al momento hanno un obiettivo da raggiungere e giocheranno quindi con il coltello tra i denti. «Questo campionato è di per se molto difficile in ogni caso e il calendario facile o difficile è piuttosto relativo – conclude il numero 7 dell’Ora Sì – I risultati di questa domenica dimostrano che tutte le squadre sono difficili da affrontare, a prescindere dalle motivazioni. L’importante è resettare tutto dopo ogni partita e dal martedì pensare soltanto alla gara successiva. Il valore della nostra squadra secondo me verrà fuori». Stefano Pece


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