Rassegna stampa 29 gennaio: Messaggero Veneto
Massimo Meroi Venerdì coach Lardo pare abbia interrotto l’allenamento con un paio di urlacci cui hanno fatto seguito le seguenti parole: «Vogliamo cominciare ad allenarci seriamente? Se fate così domenica ne prendiamo venti da Ravenna». Per la cronaca sono stati ventitre. Quel vecchio volpone del coach ci aveva visto giusto. E tanto per essere chiari nel dopo partita ribadirà il concetto: «Sono tre settimane che non ci alleniamo bene e per tanti motivi». Perdere a Ravenna non è uno scandalo, anzi, complimenti a Martino e ai suoi ragazzi. L’OraSì gioca bene trascinata da due Usa di spessore (Rice è devastante) ma la Gsa di ieri è come le minime di Mosca di una volta: non pervenuta. I numeri nel basket dicono tutto: alla fine del terzo quarto Udine aveva incassato 69 punti, quanti di media ne prende ogni partita in 40′ non in 30′. Ai rimbalzi non c’è stata storia: Ravenna ne ha tirali giù 43, Udine 29. E infatti i padroni di casa hanno effettuato undici tiri in più. È tutta lì la differenza, mica nelle percentuali di tiro: entrambe hanno sparacchiato da tre (4/17 i romagnoli, 4/21 i friulani). C’è stata una enorme differenza di energia tra le due squadre. E quando vedi un giovane come Diop commettere tre falli in poco più di tre minuti e poi passare la palla in tribuna allora capisci che non ci siamo. Onore a questi ragazzo per tutto quello che sin qui hanno fatto, ma adesso serve un bel bagno di umiltà. Lardo parte con Ferrari in quintetto. Gli altri sono i soliti noti: Veideman, Dykes, Raspino e Pellegrino. Il capitano segna il primo canestro bianconero replicando a Rice. Ravenna è aggressiva in difesa, gioca penetra e scarica. Sotto canestro Pellegrino si fa sentire con due stoppatone, ma dall’altra parte esagera cercando il tiro da fuori. Rice firma il 10-4, poi si accende Veideman che con una tripla, in transizione e un canestro più fallo permette a Udine di mettere per la prima volta in naso davanti (12-13 dopo 5’50). Raspino infila da tre (15-17), sul ^pari Lardo fa esordire Bushati che forza subito dalla lunga distanza. L’ultima azione del primo quarto è chiusa da Montano (22-20). Nel secondo quarto Udine parte con Mortellaro sotto canestro e viene ripagata da sei punti del lungo italo-americano che su una magia di Bushati firma l’ultimo vantaggio friulano (22-24). Una bomba di Esposito e una palla persa di Benevelli dilatano in vantaggio dei padroni di casa (31-26 dopo 3’12”) costringendo coach Lardo a chiamare time out. Coach Martino ordina ai suoi una zona 3-2 adattata che finisce gli effetti sperati: la Gsa sbaglia tre tiri di fila comodi a cominciare da una tripla con i piedi per terra di Benevelli imitato da Dykes e Bushati. Ravenna sbaglia quattro liberi di fila sul più cinque ma conquista tanti rimbalzi in attacco: il dato pesa parecchio sull’economia della partita. Montano firma il massimo vantaggio al 17’29” (37-30), Dykes con una bomba e Veideman, che costringe al terzo fallo Grant, riportano sotto Udine. Nel frattempo è entrato Diop, ma Lardo da lui ottiene poco e niente: tre falli i poco più di tre minuti di partita. Pellegrino illude con un semigancio (39-37), Ravenna riallunga approfittando di una sciocchezza di Dykes e Giacchetti a fil di sirena riporta Ravenna sul massimo vantaggio (44-37). Il primo segnale del terzo quarto è nefasto: palla persa su rimessa e Giacchetti che va a segnare in contropiede. Tre secondi fischiati a Chiumenti, uno dei migliori tra i suoi, e un canestro di Ferrali riportano sotto la Gsa (48-45), poi Rice prende per mano i suoi e firma il canestro del + 9 del +11 del +15 e del +18. Benevelli nel tentativo di difendere su una schiacciata di Grant si rompe il polso sinistro. La Gsa sprofonda a meno 20 a 12′ dalla sirena. Nell’ultimo quarto non c’è partita. Udine non riesce ad arrivare mai oltre il -15, Grant firma il +24 (80-56). Finisce con i tifosi di casa che intonano “Romagna mia” e che chiedono ai loro giocatori di essere “sempre così”. La Gsa invece no, noi non la vorremmo più rivedere così.