Rassegna stampa 15 dicembre: Il Resto del Carlino
Ravenna L’estro, la fantasia e anche una buona dose di audacia e irriverenza non gli sono mai mancate e sono state queste le caratteristiche che lo hanno fatto apprezzare a Ravenna durante la scorsa stagione. Si tratta di Gherardo Sabatini, un giocatore che fa della fiducia in se stesso e nei propri mezzi una delle sue doti migliori. Sabatini, come si sta trovando a Treviso? «Molto bene, la società è seria al pari di quella che avevo trovato a Ravenna ed è un posto ideale per lavorare. Di società così serie in giro ce ne sono veramente poche». La squadra però non sta andando benissimo. È soltanto colpa del fatto che avete un americano in meno o c’è dell’altro? «Non avere un americano ha il suo peso, ma si sono messi di traverso anche gli infortuni. Abbiamo giocato tre o quattro partite senza Fantinelli e Antonutti che è come togliere a Ravenna Rice e Giachetti, e adesso si è fatto male anche Bruttini. Poi ci abbiamo messo anche del nostro perché a Udine abbiamo totalizzato 3/18 da 3 tanto per fare un esempio. In definitiva dobbiamo ancora trovare la migliore amalgama, ma ritengo che se avessimo vinto un paio di partite in più non avremmo rubato niente a nessuno». Le sue prestazioni personali? «Per quanto mi riguarda sto segnando davvero poco e devo ritrovare il feeling col canestro. In generale non sto giocando male, ma non posso essere contento». Domenica ritrova Ravenna. Quella dell’anno scorso è stata la sua annata migliore finora. Qual è il suo ricordo? «Sarei rimasto ma non c’erano le condizioni. L’accoglienza? Col tifosi un ottimo rapporto» «Molto buono. A Ravenna mi sono trovato bene sia con la squadra che con lo staff, nonostante qualche discussione con l’allenatore». In che senso? «C’è stato un periodo in cui mi faceva giocare poco perché non aveva ancora compreso l’importanza che potevo avere all’interno della squadra e io non vivevo bene quella situazione per cui abbiamo discusso. Successivamente si è reso conto che meritavo più minuti e lo si è visto ai playoff. La squadra ha iniziato a giocare molto bene e ci siamo divertiti». È quella la ragione per cui è andato via da Ravenna? Non aveva ricevuto sufficienti garanzie sul suo minutaggio? «In realtà Ravenna non mi ha fatto alcuna offerta. Sarei rimasto volentieri, ma non ci sono state le condizioni. Io volevo giocare titolare e loro lo sapevano, forse anche per questo non hanno ritenuto opportuno di farmi una proposta stuzzicante. Visto che avevo altre possibilità e volevo giocare per vincere, ho scelto Treviso». Adesso che accoglienza si aspetta dai suoi ex tifosi? «Non so, però con loro ho avuto un ottimo rapporto, c’era un’atmosfera molto familiare». Come giudica l’OraSì Ravenna? «È una squadra forte, la vedo tra il quarto e il sesto posto alla fine della stagione, massimo al settimo, tuttavia sono sicuro che domenica vinciamo noi». E Treviso come si piazzerà? «Siamo una squadra ancora in evoluzione. Ad oggi secondo me siamo da primi tre posti». Stefano Pece