• 21/03/2017
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Il Resto del Carlino, 21 marzo 2017: La spinta della città

LA SFIDA con Treviso non è stata soltanto una vittoria sul campo, ma è stata soprattutto una vittoria della parte sana e sportiva del tifo, quella che non lascia indifferenti i giocatori, gli sponsor e i dirigenti di una società. Ne sa qualcosa il presidente del Basket Ravenna Roberto Vianello, il quale è il primo ad ammettere di essere rimasto impressionato dalla partecipazione del Pala de André. «Normalmente – spiega divertito – i Leoni Bizantini si fanno sentire, poi c’è una parte che invece non è che si impegni più di tanto. Domenica invece è stata una cosa incredibile: tutto il palazzetto urlava a squarciagola ed è stato il pubblico a farci vincere. Ha letteralmente preso per mano i giocatori e li ha accompagnati alla vittoria. Non ho mai visto niente del genere. Nella mezz’ora successiva alla partita, i giocatori sono rimasti in campo a festeggiare coi tifosi, dove altro l’avete vista una cosa del genere? Si è creata una comunanza che ha qualcosa di magico». Martino e i suoi assistenti hanno sottolineato il fatto che insieme alla società e ai risultati, sta crescendo anche il coinvolgimento del pubblico. «Sono pienamente d’accordo e domenica ne abbiamo avuto la prova. E’ stato un autentico spot per la pallacanestro. Vincere di 30 punti non è bello quanto vincere una partita nella quale sei stato sotto per tre quarti e nessuno avrebbe mai immaginato che potessi ribaltarla. Anche gli sponsor sono rimasti toccati dall’atmosfera che si è creata e, devo dire, l’idea delle bandierine è stata meravigliosa». Tutto questo è accaduto nonostante il fatto che il Pala de André sia oggettivamente un luogo abbastanza freddo e piuttosto dispersivo. Pensa ancora al nuovo palazzetto? «La costruzione di un nuovo impianto non è di mia competenza, ma dell’amministrazione la quale si è espressa in maniera positiva. Fosse per me lo farei anche più grande perché continuiamo con questi risultati, tra un po’ non basterà più nemmeno il de André. Spero quindi che si faccia, anche se per un palazzetto nuovo ci vorranno come minimo quattro anni, ma se non si comincia non si fa niente. Comunque credo molto in questa amministrazione, mi sembrano persone che mantengono gli impegni». Però vuole garanzie di continuità da parte delle società sportive. «Nessuna società può impegnarsi a dare garanzie per i successivi 10 anni perché basta la stagione sfortunata che subito tutto si complica. Da parte nostra garantiamo che si farà il possibile. Abbiamo avuto la fortuna di trovare uno sponsor che si è legato a noi anche affettivamente e vediamo come andrà il club. Vorrei sottolineare che il club Ravenna nel cuore e la società Basket Ravenna sono due entità giuridiche distinte che hanno vita propria. Una è nata per aiutare l’altra ma non ne dipende in alcun modo. Forse questo passaggio non è stato compreso del tutto». Tornando al presente: sognare il primato è lecito? «Sognare non costa nulla, ma abbiamo delle partite dure, a cominciare da domenica (a Verona). Io spero ancora nel quarto posto e vedendo l’atmosfera di domenica, chissà dove potremo arrivare nei play off, se avremo la fortuna di avere la bella in casa». Stefano Pece


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