Il Resto del Carlino, 23 gennaio 2017: L’ora dei rimpianti «Ho una squadra giovane e l’emozione ci ha frenato»
NELLA PRIMA giornata gialloros-sa che fa registrare il tutto esaurito, l’OraSì non riesce nell’impresa di battere una Fortitudo che si presenta al pala de André più affamata dei giallorossi e bisognosa di punti per rilanciarsi nella lotta play off. Smith e compagni non riescono a ripetere la bella impresa ottenuta nel derby e devono alzare bandiera bianca per la seconda volta in questa stagione davanti al proprio pubblico. Antimo Martino non nasconde la delusione per il risultato, ma prima spende due parole in favore dei tifosi giallorossi: ««Voglio ringraziarli – dice – perché hanno reso speciale l’atmosfera del palazzetto. Anche grazie alla presenza della tifoseria avversaria e del blasone della Fortitudo, questa era una giornata particolare e ci dispiace non essere riusciti a regalare una gioia ai tanti tifosi intervenuti». I 10 punti di scarto -frutto anche di una tripla superflua da parte di Ruzzier all’ultimo secondo, con le squadre già ferme a stringersi la mano – è bugiardo su quanto si è visto in cam- po, e punisce oltre misura le ingenuità dei giallorossi, che pure ci sono state. «Oggi si è vista un po’ la giovane età della nostra squadra – spiega il tecnico -, e mi riferisco all’approccio che abbiamo avuto nei primi minuti ma soprattutto all’emozione evidenziata rispetto all’importanza dell’avversario e alla cornice circostante dovuta alla diretta Sky. Sono aspetti che non dovrebbero influire sui giocatori ma che, sebbene a livello inconscio, credo abbiano giocato un ruolo su alcuni dei miei ragazzi che non si sono espressi come al solito». I NUMERI parlano chiaro: 4/20 nel tiro da tre punti è una delle peggiori prestazioni stagionali dei giallo-rossi. «Siamo una delle squadre che tira meglio da tre punti in tutto il campionato – sottolinea il coach -, ma oggi non l’abbiamo fatto bene. E non basta come spiegazione la grande intensità difensiva messa in campo dai nostri avversari, perché molti di quei tiri erano aperti e li abbiamo sbagliati comunque. Questo, unito ai troppi punti subiti a fil di sirena, offrono una chiave di lettura di questa sconfitta». Martino avverte: «Questo passo falso non cambia il nostro percorso, ma gli aspetti che ho evidenziato sono quelli su cui dovremo lavorare. Dobbiamo crescere e dobbiamo farlo in fretta poiché la prossima gara sarà contro la capolista e non possiamo permetterci nessuna disattenzione». Stefano Pece
SMITH 7.5: impiega tutto il primo quarto a prendere la misure a Knox, ma quando ci riesce diventa l’uomo in più. Dispensa 7 stoppate chiudendo la porta a tutti, piccoli e lunghi avversari. Fa il suo anche in attacco e a rimbalzo, facendosi trovare pronto sugli scarichi dei compagni, ma anche lui commette qualche errore di troppo nel finale quando ci sarebbe bisogno di maggiore concretezza. SGORBATI 5.5: in tutta la partita prende solo un tiro dal campo e lo realizza da 3 punti. Forse potrebbe prendersi qualche responsabilità in più, perché le sue statistiche nelle ultime partite si stanno muovendo poco. L’impegno in marcatura e la corsa a tutto campo comunque, non mancano mai. CHIUMENTI 6-: fa a sportellate con Gandini e gli altri lunghi avversari e non si sottrae mai dal corpo a corpo, ma gli arbitri non lo premiano, fischiando poco in suo favore. Il suo risveglio in fase realizzativa è tardivo, ma ha il merito di riaccendere le speranze del palazzetto. MARKS 5.5: manca completamente al tiro, 0/4 da tre punti e troppi tiri presi fuori ritmo. Si fa vedere sporadicamente e non riesce a incidere come suo solito. Segna 10 punti che tuttavia non bastano a svoltare l’incontro. A Forlì si era acceso dopo 25 minuti di vuoto, contro la Fortitudo non si accende mai. RASCHI 5: non entra mai in partita. Sta vivendo una fase non facile e non riesce ad aiutare la squadra come vorrebbe e come potrebbe. E’ lui il primo a dolersene e lo si capisce dall’espressione buia a fine partita. MASCIADRI 6: anche lui manca completamente nel tiro da tre punti e fa 0/4 come Marks, ma offre il suo contributo dalla media accendendosi in due momenti di- versi e contribuendo a tenere viva la squadra. A fine terzo periodo i suoi 4 punti consecutivi valgono il momentaneo vantaggio (52-49) che, gestito meglio difensivamente su Italiano, avrebbe potuto far cambiare le sorti dell’incontro. TAMBONE 7.5: parte contratto poi si scioglie ed è il primo, e l’unico, a fare la voce grossa dall’arco dei 3 punti. Tosto in difesa, sempre una spina nel fianco dei biancoblu nelle vesti di realizzatore è sempre sul pezzo ed è l’ultimo ad arrendersi. Carisma e personalità fanno di lui il migliore in campo. CRUSCA sv: cattura un rimbalzo, ma resta in campo troppo poco per incidere in qualche modo. SABATINI 6.5: ogni volta che entra lui, la squadra ne riceve una scossa benefica. Combina sempre qualcosa e contribuisce a dare la sveglia ai compagni nei momenti di maggiore difficoltà. Non è in giornata al tiro (2/6,0/4), ma è stato preso per offrire estro, ritmo e imprevedibilità al gioco giallorosso e anche in questa occasione risponde presente. ste.pe.