Corriere di Romagna, 23 gennaio 2017: Ravenna si inchina alla ‘F’ nel derby
Emilia ancora amara al De André. Dopo Piacenza, anche la Fortitudo espugna Ravenna al termine di quaranta minuti per lunghissimi tratti da serie minori, con tantissimi errori e orrori da una parte e dall’altra. Bologna ha sfruttato al meglio un piccolo break in apertura del quarto conclusivo che Ravenna non è riuscita a rimarginare. Freno a mano I primi minuti di partita non sono certo da antologia con il gioco farraginoso: la Fortitudo va a- vanti con Knox e un libero di Montano, Marks nel traffico trova il fondo della retina ma fallisce il tiro libero aggiuntivo e un sottomano fattibile il possesso successivo. L’Aquila prova a volare con Montano ma Smith la stoppa (4-6 dopo 3’30”). Dopo il canestro convalidato a Raucci, Ravenna continua a spaccare ferri mentre Montano fa bottino pieno per il 4-10 dopo 452″. Martino prova a rimescolare le carte, Ruzzier conquista una palla pazza e insacca anche il +8 e-sterno (4-12 dopo 5’42”) che diventano dieci con Nikolic. Risveglio romagnolo. Dopo quasi cinque minuti di digiuno Sabatini torna a muovere il tabellone per i padroni di casa e insieme a Smith risveglia l’OraSì, riportandola sul -2 (12-14 a -l’20”). Candì permette ai felsinei di andare al primo intervallo breve avanti 12-16 con Ruzzier ad aprire il secondo periodo. Il capitale di Marks è nel -2 ma Ravenna da fuori non la mette mai. Sono quattro in fila di Knox a scavare nuovamente il solco in favore della F (14-22 al 13′). Dopo oltre quindici minuti di partita l’OraSì bombarda per la prima volta con Tambone (19-24) che concede il bis dopo il semigancio di Knox (22-26). Queste due soluzioni hanno un effetto taumaturgico sulla formazione di Martino che ne rosicchia altri due con Marks ma il capolavoro è la tripla sulla sirena di Tambone che regala il primo vantaggio ai padroni di casa dopo oltre 17′ di inseguimento (27-26), accompagnato da Masciadri (29-27) e Smith (33-29) ma Ruzzier manda tutti negli spogliatoi (33-31). Allungo di casa, poi solo F La tripla di Sgorbati accende l’al- lungo romagnolo, la stoppata di Smith lancia in contropiede Sabatini, lo stesso lungo Usa porta tre possessi tra le due squadre (44-36 dopo 24″). Ma la Fortitudo ritrova la mano dai 6.75 con Montano e Gandini e la partita torna in equilibrio (44-42). Martino si affida al quintetto con Masciadri da cinque atipico, con Bologna sempre viva e al 30′ è perfetta parità a quota 52. La F sale sulle spalle del partente Nikolic (53-59 a -7’26”) e Candì (55-62). Il botta e risposta tra Chiumenti e Italiano non cambia le carte in tavola, la tripla di Ruzzier sì (59-67). Gli dei del basket non ascoltano la preghiera di Sabatini che sarebbe valsa il -3, Chiumenti fa 1/2 ma sono decisive la stoppata di Gandini su Sabatini e l’errore dall’arco di Marks, Candì e Ruzzier realizzano gli ultimi punti bolognesi (63-73). Agostino Galegati
Un passo indietro sotto tanti punti di vista e il tecnico Antimo Martino non nasconde la propria delusione. «È un vero peccato, perché in questa partita speciale si sono viste la nostra ingenuità e la nostra giovane età. Abbiamo fallito sul piano dell’approccio alla partita. I giocatori più giovani hanno sentito la pressione del nome dell’avversaria, del pa-lazzetto pieno, delle telecamere di Sky e molti hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, mentre per la Fortitu-do questo non ha inciso. Questo ci ha condizionato soprattutto in attacco: abbiamo realizzato venti punti in meno del nostro solito e per la squadra che realizza meglio dalla lunga distanza, il 20% dai 6.75 non è un dato che mi possa soddisfare, visto che su questo non incide la qualità della difesa avversaria». Il coach analizza un aspetto interessante: «Dal punto di vista difensivo il dato da sottolineare è che abbiamo subito 12 punti negli ultimi scampoli dei vari quarti, da situazioni di rimessa in gioco e con pochi secondi da giocare. E’ su questo aspetto che dobbiamo lavorare forte. Da questa sconfitta abbiamo tanto imparare perché il nostro processo di crescita non si deve certo fermare qui». A.GA.
LE PAGELLE di Sandro Camerani
TAMBONE 7 inizio soft poi le sue triple nel secondo quarto svegliano l’OraSÌ e i suoi tifosi. Realizza il primo vantaggio del match dopo 18′. MARKS 4 dà la sveglia dopo due minuti di niente, poi sbaglia un contropiede elementare e va sott’acqua per non riemergere più. Il -21 di valutazione non si discute. SGORBATI 5.5 tripla all’inizio del terzo quarto, l’unico tiro della gara. Serviva più coraggio. MASCIADRI5 primo canestro dopo 17′, secondo a fine terzo. Continua il suo momento difficile, nonostante dall’altra parte Mancinelli abbia giocato la peggior metà gara della carriera. SMITH 6 pomeriggio in modalità-stoppata. Terrorizza tutti i rivali, ma la sensazione è che cosi si concentri meno sull’attacco. Un Knox non certo eccezionale poi prende 5 rimbalzi più di lui. SABATINI 6 due liberi per interrompere il parziale di 0-8, poi assist a Smith e canestro in proprio per riaprire il match. Poi esagera con le triple ma non le mette. RASCHI 5 niente, a differenza del solito. CHIUMENTI 5.5 incontra troppe difficoltà in attacco, se la cava a rimbalzo. Primo canestro dopo 35′. CRUSCA N.G. non era giornata per concedergli molti minuti.