• 20/01/2017
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Corriere di Romagna, 20 gennaio 2017: OraSì, all’orizzonte la sagoma di Boniciolli

BOLOGNA. La Fortitudo che domenica prossima sbarcherà al Pala De André contribuendo in modo fondamentale ad un “tutto esaurito” scontato rappresenta la mosca bianca del basket professionistico nel quale è tornata da due campionati. La Fortitudo è la squadra che muove in assoluto più tifosi tra A1 e A2 ma anche quella in cui gli italiani sono più importanti (e in qualche caso anche più forti) degli stranieri. Utopia. Ne è consapevole, anche perchè risulta tra i primi artefici di questo disegno, coach Matteo Boniciolli. «Sono arrivato alla Fortitudo quando era in B2 – ricorda – ricevendo gli insulti del mio procuratore che aveva offerte da Turchia, Spagna e Kazakistan, naturalmente molto più ricche. L’ho fatto perchè volevo provare a realizzare una squadra basata sui giovani talenti italiani e non sul mercato, un roster che non dovesse insomma cambiare faccia ogni anno. Nello scorso campionato, valorizzando i vari Candì, Montano, Italiano e Raucci (che arrivava dalla C, ndr) ci siamo fermati solo a 40 minuti dalla promozione realizzando qualcosa di incredibile. Rispetto ad un anno fa ci troviamo nella stessa situazione di 9 vittorie ed 8 sconfitte, quindi non capisco le critiche che stanno arrivando ora. Io penso che arriveremo ai play-off in una posizione migliore della scorsa A2 (settima, ndr) e che cresceremo in modo importante con il nuovo straniero». Ravenna avvantaggiata. Si tratterà dell’ottimo Alex Legion, che per motivi di astruso regolamento potrà giocare solo dalla quarta di ritorno. «E’ una delle due assurdità del regolamento di A2. La prima è che alla fine solo una squadra sui 32 sarà promossa, la seconda che i nuovi acquisti non possano giocare a partire dalla prima di ritorno. E’ logico che Chieti, Verona e adesso Ravenna saranno avvantaggiate dall’affrontare una squadra senza uno straniero (Nikolic, ormai al passo di addio, è in dubbio per domenica, ndr), mentre per chi ci incontrerà dopo sarà diverso. A questo proposito voglio dire che Nikolic rimarrà per me l’enigma più incredibile dei miei 30 anni di basket: si era allenato con noi un mese alla grande, dimostrando di essere l’uomo giusto per inserirsi nel nostro sistema di gioco. Poi era partito benissimo (decisivo a Ferrara, ndr) ma poi si è improvvisamente dissolto, senza una ragione comprensibile né da me che da lui stesso. Detto tutto questo, per noi a Ravenna sarà dura, perchè l’OraSì è una squadra completa che gioca bene perchè è allenata benissimo da un giovane di valore come Antimo. Per fare risultato dovremo ripetere le prestazioni difensive del derby e di Verona, ma essere più prolifici in attacco. Altrimenti tutto sarà molto difficile». Sandro Camerani


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