• 17/01/2017
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Il Resto del Carlino, 17 gennaio 2017: «L’obiettivo resta la salvezza»

UN ALTRO derby vinto, forse il più sentito dalla tifoseria, quello con la vicina Forlì, piazza che ha più storia e più tradizione rispetto a Ravenna, ma che oggi è al secondo posto nelle gerarchie cesti-stiche della Romagna. Sono passate più di 24 ore, ma il sorriso dalla faccia del presidente Vianello non sembra volersi cancellare. «Non è stata una partita bellissima – ammette il patron giallorosso – anzi è stata piuttosto spigolosa, ma la nostra squadra ha mostrato ancora una volta il grande carattere. Penso a quelle due triple di Ferri che ci hanno messo un po’ di preoccupazione addosso nel finire del terzo quarto, ma questi ragazzi sono d’acciaio e si sono ripresi subito. Siamo davvero molto soddisfatti di tutti loro». Qualcuno le è piaciuto in maniera particolare? «Non faccio mai queste classifiche. Per me conta il gruppo come entità e la nostra è una squadra nel senso più ampio del termine. Poi è chiaro che c’è quello che sonnecchia per due quarti poi si sveglia e colpisce, o quello che per tutta la partita offre un contributo costante, ma tutto questo fa parte della forza del gruppo. La qualità del Basket Ravenna è proprio nel collettivo e, aggiungo, nel ‘manico’, perché abbiamo un allenatore bravissimo». Il confronto tra le tifoserie invece come le è sembrato? «I nostri tifosi si sono sempre distinti per la loro correttezza e questa è una cosa innegabile che ci è stata riconosciuta in tutta Italia. Quindi mi è dispiaciuto sentire qualche coro offensivo nei loro confronti da una parte, per quanto piccola, della tifoseria avversaria. Sono cose che non vorrei sentire, ma per il resto tutto si è svolto in maniera corretta». Alla luce delle emozioni vissute nei due derby, è contento che Ravenna e Forlì siano rimaste due entità distinte? «L’anno scorso ero stato proprio io uno dei fautori dell’unione. Credevo in questo concetto perché soltanto unendo le forze si potrebbe competere con realtà come Armani Jeans o Reyer Venezia, tanto per citarne due. Questo pensiero non ha trovato consensi e hanno vinto i soliti egoismi, anche perché nessuno sembrava voler mollare la propria poltrona. E’ chiaro che oggi sono molto contento che sia andata così, perché abbiamo avuto l’occasione di vivere due feste in più». Adesso arrivano le bolognesi. «Sono preoccupanti. E’ vero che all’andata una l’abbiamo vinta e nell’altra ci siamo andati vicini, però i tempi sono cambiati. La Fortitudo ha perso anche domeni- « Ci mancano solo 2 punti’ «Dopo che li avremo conquistati vedremo dove poter arrivare Intanto pensiamo alla Fortitudo» ca e la vedo dura che perda due partite in fila. Ad ogni modo noi ci proviamo e se non va pazienza, non ci cambia la vita». Ci state pensando ai playoff? «Abbiamo fissato la quota salvezza a 24 punti, quindi ne mancano due. Fatti quelli parleremo di eventuali altri traguardi. Restano 13 partite? Ecco, non credo che le perderemo tutte quante, quindi questi due punti prima o poi arriveranno, ma per ora per scaramanzia non parliamo di playoff. Per ora godiamoci un paio di giorni di festa dopo il trionfo di Forlì». Stefano Pece


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