• 12/01/2017
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Corriere di Romagna, 12 gennaio 2017: L’OraSì vola, ma quando viaggia è quasi sola

RAVENNA. La squadra di basket terza in classifica in A2 è un evento che Ravenna non aveva mai neppure osato sognare, fino a pochi anni fa, e che difficilmente potrà ripetersi in futuro, scongiuri ammessi ovviamente. Eppure, in città non esiste ancora la mentalità del tifoso da trasferta, c’è poco da fare. Restando a questo campionato, nonostante il costo del biglietto incomprensibilmente lievitato, meno di 200 tifosi per una trasferta ultra-comoda come quella di Imola sono un numero accettabile per una formazione da ultime posizioni, non certo per l’OraSì. Adesso c’è alle porte la gita più breve in assoluto, con motivazioni supplementari che per l’appassionato ravennate sono rappresentate dal derby e dalla considerazione «noi siamo in zona-podio, voi in zona-retrocessione» che deve inorgoglire e non poco. Nel primo giorno di prevendita sono stati venduti 135 biglietti del settore ospiti e si grida al boom? Punti di vista. Piazza fredda. Il dg Mauro Montini, che viene da altre piazze, ha una sua tesi: «Questa città è arrivata in alto nel basket in tempi molto brevi, paradossalmente non era preparata. In più, aggiungiamo che Ravenna è storicamente legata alla pallavolo e si è dovuta costruire in tempi brevi uno zoccolo duro di tifosi. Non penso che i tempi siano maturi per chiedere di più alla nostra tifoseria, che comunque in casa si è attestata su buoni numeri ed in trasferta è legata alle iniziative dei Leoni Bizantini». I Leoni Bizantini, appunto. Sempre al seguito con tanta buona volontà, ma lasciati soli dalla frangia dei tifosi occasionali, quelli (e non sono pochi) che fanno passerella al De André perchè adesso va di moda così ma poi non aprono il portafogli se il biglietto costa 18 e 20 euro come a Imola e Bologna oppure, in generale, hanno eliminato la parola trasferta dal loro vocabolario. Nell’attuale situazione di classifica, per intenderci, vedere meno di 500/600 ravennati a Forlì sarebbe l’ennesima attestazione di immaturità della piazza. Il ruggito dei Leoni. I Leoni Bizantini, per bocca di Alice, vogliono essere ottimisti: «Difficile quantificare però a giudicare dall’interesse sui social a 500 potremmo arrivare. Per il tifo dell’OraSì sarebbe un record, ma non vorremmo fermarci lì perchè è nostra intenzione svegliare il ravennate-tipo, quello che fatica terribilmente a spostarsi anche quando la squadra vola letteralmente come ora. Il nostro impegno è costante, i risultati per ora meno». Forlì, quindi, trampolino per svegliare il tifo da trasferta? Può anche darsi, ma lo scetticismo è d’obbligo visto l’andazzo e pronosticare per la gita successiva, peraltro abbordabile (Recanati) al massimo 100 supporters resta un’ipotesi tristemente realistica. Sandro Camerani


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