• 17/11/2016
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Il Resto del Carlino, 17 novembre 2016: OraSì, rialzati

QUELLO CON L’ASSIGECO è stato il secondo ko col minimo scarto per l’OraSì Ravenna che dopo il -2 di Trieste, ha dovuto cedere per 3 soli punti a un’avversaria che sicuramente è tra le favorite del campionato, ma con la quale c’è stata partita per 40 minuti. Con 16 punti Matteo Tambone è stato il top scorer giallorosso ed è a lui che viene affidato il compito di spiegare tutta l’amarezza regna nel gruppo per la prima sconfìtta interna della stagione. «Nei primi due quarti abbiamo giocato una buona partita – spiega – e, pur non segnando molto, abbiamo fatto le cose giuste con una buona circolazione di palla e buoni scarichi per i tiratori e abbiamo retto piuttosto bene anche in difesa, tenendo Piacenza a 30 punti. Nel terzo e quarto periodo invece, tutto questo ha funzionato meno. Abbiamo speso molto e, pur creando sempre buoni tiri, non abbiamo concretizzato. Errori nostri certamente, ma anche tanto merito a loro che ci hanno messo tanta sabbia negli ingranaggi». Il roster di Piacenza, non è un mistero, è lungo e di elevato tasso tecnico. Coach Andreazza può contare sull’affidabilità di Formenti e Borsato, sulle fiammate di De Nicolao e sulla classe di Hasbrouck. Tuttavia, chi davvero ha fatto la differenza sono stati Infante e Bobby Jones, due vecchi volponi che hanno fatto valere tutta la propria esperienza sui giovani giallo-rossi. «SOTTO CANESTRO abbiamo sofferto l’esperienza e la malizia di Infante e Jones – conferma Tambone -. Abbiamo prodotto poco dal post basso, ma abbiamo anche sbagliato troppi tiri aperti. Io stesso, nonostante i 16 punti, ho fatto alcuni errori certamente evitabili. Piacenza ha fatto un gioco intelligente, è una squadra costruita per vincere il campionato, o quantomeno per andare ai playoff, e l’ha dimostrato. Certo fa male perdere in casa e in generale perdere due partite di fila, ma oltre che con l’Assigeco, abbiamo perso a Trieste che è un campo tra i più diffìcili del campionato». Un paio di prestazioni sottotono erano da mettere in preventivo a questo punto della stagione, dunque nessun dramma per la sconfìtta in casa giallorossa. «Sono d’accordo con coach Martino quando dice che non eravamo dei fenomeni prima e non siamo dei brocchi adesso – sottolinea Tambone -. Siamo giovani e dobbiamo fare tesoro di questa sconfitta dandoci una svegliata quando affrontiamo avversari smaliziati come Jones e Infante. Credo che la vera squadra si veda nei momenti di difficoltà, non quando si vince e dovremo essere bravi a incanalare questa rabbia nella giusta maniera in vista di Ferrara». Nemmeno il tempo di metabolizzare la sconfitta, dunque, che già bisogna pensare a Ferrara. ««Il Pala Hilton è un altro terreno ostico e la Bondi è una squadra che corre molto e ha tanti ottimi giocatori. Certamente però sono meno esperti di quelli di Piacenza e giocando un po’ meglio di oggi potremo puntare al bersaglio grosso». Stefano Pece


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