Whatsapp, terremoto e basket…
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| Alessio Magrini |
Dal 2009 al 2011 ho passato nel sud delle Marche due anni intensissimi e stupendi. Il mio compito era coinvolgere quante più Società del territorio possibili attorno alla Sutor Montegranaro, allora in A1. Giravo tantissimo nell’entroterra marchigiano: San Severino, Tolentino, Amandola… Spesso Norcia è sede di Raduni Nazionali che vista la vicinanza frequentavo con regolarità: se avevo fretta passavo da Visso restando sulla statale, ma quando volevo regalarmi un viaggio da sogno salivo ai campi di Castelluccio passando da Castelsantangelo sul Nera… sono luoghi in grado di emozionare per la loro bellezza e di restare nell’anima. Vedendo le immagini di questi giorni ho i brividi: in quei posti stupendi e straripanti di storia non ci sono manco più le strade. Castelluccio è rasa al suolo e totalmente isolata: le 15 persone rimaste a presidiare rovine ed animali sono approvvigionate con l’elisoccorso… La determinazione delle persone di queste zone è a dir poco straordinaria. Lo è, per cultura territoriale, nella quotidianità. Lo diventa ancor di più in situazioni tragiche come queste dove morte e distruzione sembrano prevalere e segnare indelebilmente tutto ciò che ti circonda. Hanno già dovuto dimostrare tutta la loro tenacia vent’anni fa nel terremoto di Colfiorito. In questo, che speriamo smetta di aggiungere nomi di città rase al suolo alla sua tragica denominazione, faranno altrettanto!
Ricordo che tra le più di 20 Società Sportive che riuscii a coinvolgere nel Progetto Prins (acronimo di Porgetto Insieme…) c’era anche il CUS Camerino. Camerino è un piccolo, storicissmo borgo nell’entroterra di Macerata, sede da secoli di un importante arcivescovado e, in tempi recenti, di una florida e apprezzata Università. Ricordo proprio che il responsabile del CUS mi chiamò per cercare di organizzare una progettualità condivisa nel basket. Le strutture sportive del CUS Camerino erano di prim’ordine, andai a fare un sopralluogo e rimasi impressionato. Ma ciò che più mi colpì era un ragazzo, allora diciottenne, che da solo, in palestra, stava facendo tiro. “Lui è Alessio Magrini”, mi disse il dirigente, “fino a 15 anni era una promessa, poi per vari motivi ha smesso… adesso gioca con noi in Promozione, così, tanto per tenersi in forma…”. Gli parlai. Gli chiesi se gli fosse interessato riprovare a fare sul serio. I suoi occhi brillavano… Decidemmo insieme di fare un anno di prova con l’U19 Eccellenza, con un paio di allenamenti a settimana a Civitanova (distante 50 km) più la partita. Alessio tenne duro tutto l’anno. Dopo quella stagione iniziò una vera e propria carriera cestistica per Alessio tra Serie C Regionale ed A2 a Recanati.
In questi giorni, il continuo tam tam mediatico che ci arriva da quelle zone mi richiama spesso ricordi, persone, sensazioni… L’altro ieri, ascoltando il GR1 in macchina mentre rientravo a casa da Ravenna, il sindaco di Camerino segnalava la criticità ed i danni ingenti subiti. Inevitabile pensare ai tanti momenti passati in quella cittadina e, indirettamente, anche ad Alessio.
Questa mattina gli ho scritto…
Mauri: “Ciao Alessio… ho percepito solo ieri che Camerino fosse così coinvolta nella dinamica dell’ultima devastante scossa… come stai? Ricordo bene che la tua casa di famiglia fosse più verso Castelfidardo, però ben poco cambia. Volevo dirti che ti sono vicino, che ho sempre seguito con molto orgoglio il tuo percorso di gioco e che ho sempre pensato tu fossi uno splendido esempio per chi volesse tirar fuori qualcosa da se stesso su un campo da basket, a prescindere da dove fosse e da che percorso avesse fatto fino a lì. Un abbraccio…”
Alessio: Mauri!! Si in effetti questa volta siamo stati molto vicino al sisma. Fortunatamente io e la mia famiglia stiamo bene e la casa non ha subito danni in quanto abbastanza nuova e antisismica. Purtroppo il centro di Camerino invece è ridotto molto male. Sei stato e sarai sempre uno dei punti chiave della mia carriera sia cestistica che umana, che mi ha fatto arrivare a determinati livelli e quindi permesso di avere belle soddisfazioni. Ora ho preso un’altra strada, ho iniziato a lavorare in una azienda nell’ambito amministrativo contabile e iniziato l’università delle scienze politiche da portare avanti insieme al lavoro. Quindi ormai metto più poco le scarpette da basket, giusto per dare una mano del campionato del CSI di Camerino. Mi ha fatto veramente piacere ricevere il tuo messaggio! Spero che anche tu e la tua famiglia state bene. Un abbraccio forte
Mauri: Alla grande, Alessio. Il Basket é la metafora della vita. In bocca al lupo x lo stimolante tuo nuovo percorso. Chi è allenato a dare il meglio lo da in ogni settore! E che Camerino torni più bella di prima: siete gente tosta, ce la farete!
Alessio: Stanne certo anche perché già siamo ripartiti nel 97, non avremo problemi a farlo anche questa volta ancora più forti di prima!
A volte malediciamo whatsapp per come ci condiziona le relazioni, ma, per questa volta, che whatsapp sia benedetto: mi ha permesso in 5 minuti di scaldarmi il cuore abbracciando una persona cara che non sentivo da 6 anni… Tutto virtuale? Beh, mica tanto… le mie lacrime erano vere, ve lo garantisco…