Il Resto del Carlino, 25 ottobre 2016: Al settimo cielo
LA STORICA impresa dell’OraSì in casa della Virtus Bologna è stata la sorpresa della quarta giornata e ha ulteriormente impreziosito un avvio di stagione che stava già andando oltre le aspettative. Roberto Vianello è il primo ad ammettere che il risultato di domenica è stato sorprendente e che le emozioni vissute avranno un posto di riguardo nella bacheca dei ricordi. «E’ stato emozionante anche solo entraci nella Unipol Arena – ammette il presidente -. Ammirare tutti quegli stendardi dell’Eurolega e degli scudetti vinti dalla Virtus ci ha fatto sentire ancora più piccoli. Poi la partita ci ha regalato tante altre di emozioni e devo dire che questi ragazzi hanno dimostrato di avere gli attributi. La Virtus ha due americani eccezionali e altri giocatori, come Michelori e Rosselli, che sono stati in nazionale. Non mi aspettavo di vincere. In estate, quando è uscito il calendario, eravamo consapevoli che a questo punto del campionato avremmo anche potuto ritrovarci con zero punti in classifica. Invece di punti ne abbiamo sei col rammarico di non averne otto perché io sono convinto che se Smith fosse stato al massimo della forma, avremmo vinto anche al Pala Dozza». Ha parlato coi ragazzi prima della gara? «Non parlo mai prima delle partite. Non mi sembra giusto nei confronti dello staff, spetta a loro caricare i giocatori. E poi non servirebbe neanche, è sotto gli occhi di tutti che questa squadra non ha bisogno di incentivi: hanno giocato quattro partite una meglio dell’al- tra. Adesso vedremo come festeggiare questa impresa. L’importante però è non montarsi la testa e rimanere coi piedi ben piantati per terra. Recanati sulla carta sembra un’avversaria più abbordabile e sono proprio quelle le partite da non sottovalutare». Quale importanza può avere per l’ambiente il successo ai danni della Virtus? «A rigor di logica queste imprese dovrebbero generare entusiasmo e invogliare ancora più gente a venire al palazzetto. Ma questa società è anche altro oltre all’aspetto sportivo. Domenica al Pala de André ci sarà la raccolta degli abiti usati per i bambini del Brasile. E’ questo tipo di iniziative che fa capire che non siamo una società come le altre». L’obiettivo resta la salvezza? «Lo diciamo tutti gli anni, forse anche per scaramanzia, ma per ora resta quello. Certo è che sei punti fatti adesso sono importantissimi. C’è chi parte meglio all’inizio e chi recupera dopo e molte squadre in questo momento stanno alquanto stentando». Si riferisce a Mantova e Imo- la? «Sono più deluso dalla Fortitudo, mi aspettavo qualcosa di più. Imola, non merita quella classifica e sono convinto che Mantova si riprenderà in fretta. Noi siamo partiti bene e abbiamo messo fieno in cascina per quando arriveran- no tempi meno buoni». Si aspetta una flessione? «Non fraintendiamo, io non mi aspetto nessuna flessione, ma so che in un campionato come questo può sempre avvenire». Stefano Pece