• 25/10/2016
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Corriere di Romagna, 25 ottobre 2016: L’OraSì ha costruito il primato con il collettivo

RAVENNA. Davide ancora una volta ha sconfitto Golia ma forse anche lina questione di fame e vendetta è stato l’ago della bilancia. L’OraSì veniva da una sconfitta ricca di rammarico con la Fortitudo, la Virtus a pancia piena dopo tre vittorie in altrettante uscite e tutte piuttosto nette (72-63 su Casalpusterlengo, 67-85 a Imola, 92-74 su Mantova). Chi di tripla perisce… Una partita di basket è spesso una questione di particolari: sette giorni prima la bomba da metà campo del capitano fortitudine Mancinelli aveva rilanciato le quotazioni della F scudata, quella del capitano giallorosso Raschi ha avuto lo stesso peso specifico riportando Ravenna dal massimo svantaggio (si era sul 26-17) al 26-21 del primo intervallo breve. «Era decisamente ben indirizzato quel tiro – sorride il multiruolo sammarinese – è andata bene. E’ stata una soddisfazione incredibile vincere contro la Virtus e ci voleva una serata del genere nella domenica che sognavamo tutti. I felsinei ci hanno aggredito da subito e non siamo riusciti a contrastarli in difesa. Siamo però stati bravi a non disunirci e a rimanere concentrati, continuando a crederci. A parte due-tre occasioni in cui ci hanno concesso qualche tiro aperto (e sfruttati ancora da Raschi e da Masciadri, ndr) erano molto ben chiusi e ci hanno contrastato bene. Direi che ancora una volta è uscita la completezza del nostro organico». Devastante al tiro. Ravenna a quel punto è diventata devastante al tiro (61% da due, 55% da tre), fattore che Martino ha sottolineato in modo netto mentre la Virtus ha trovato un modesto 2/18 dall’arco e qualche errore fatale ai liberi, soprattutto con Spizzichini. Ma adesso Ravenna non si può certo fermare. «Stiamo procedendo benissimo nel nostro processo di crescita – prosegue Raschi – ma abbiamo ancora ampi margini di miglioramento e buttare quanto fatto finora sarebbe un grande peccato. Per questo da oggi dobbiamo preparare benissimo la partita con Recanati». Il sesto uomo. Anche a Bologna i tifosi sono stati il sesto uomo in campo. «Siamo strafelici di come il nostro pubblico ci segua anche in trasferta e lo sentiamo vicino a noi». Agostino Galegati


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