• 22/10/2016
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Corriere di Romagna, 22 ottobre 2016: Montini avverte l’OraSì: «Sarà una partita più dura di quella con la Fortitudo»

RAVENNA. L’OraSì è quasi pronta all’ennesima sfida con La storia. Mancano poche ore alla palla a due all’Unipol Arena di Casalecchio e il conto alla rovescia in casa Ravenna vuole dire fare gli ultimi preparativi per provare lo scacco alla capo-Lista imbattuta. Due vittorie e una sconfitta con tutti gli onori con la Fortitudo non possono che far ben sperare in un altro duello all’arma bianca per i giallorossi. «Il nostro percorso Finora è positivo sotto molti punti di vista – sottolinea il digì Mauro Montini – come punti in classifica, di prestazioni, di gioco, di crescita. La squadra sta migliorando nell’organizzazione del gioco, nell’esecuzione delle strategie tecniche dell’allenatore, nell’attenzione e nella pressione difensiva, un buon atteggiamento a rimbalzo e nei recuperi». Tantissime, dunque, le note positive. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. «Abbiamo comunque margini di crescita -prosegue Montini – perché ci sono comunque aspetti e difetti da limare. Siamo solo all’inizio della stagione ma il lavoro fatto finora è pienamente soddisfacente come l’applicabilità delle idee tecniche. In campo si vede la buona sintonia tra staff tecnico e squadra che segue alla lettera i dettami». A confermare questi aspetti la grande intercambiabilità tra i vari elementi, Antimo Martino può pescare bene dalla propria panchina, inserendo per esempio Sabatini che vivrà una sfida particolare con quella che ha definito una squadra del suo cuore dopo averne vestito i colori nel settore giovanile, o Crusca tra i piccoli o un vero lusso per la categoria come Chiumenti tra i lunghi senza dimenticare la grande esperienza di Raschi. «Ci aspetta una partita molto più difficile di quella con la Fortitudo – conclude il dirigente giallorosso – perché la Virtus sta viaggiando a mille. Da quello che si è visto, anche se sono state disputate solo tre partite c’è già un’ottima amalgama tra senior e giovani. Hanno due a-mericani super come il pivot Lawson e Umeh che lasciano il segno con le loro caratteristiche e attitudini. L’Uni-pol Arena è un tempio della pallacanestro. Dobbiamo giocare vicino ai nostri massimali per capire fino a che punto possiamo rimanere in partita». Agostino Galegati


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