• 20/10/2016
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Corriere dello Sport – Stadio, 20 ottobre 2016: La partita particolare di Sabatini jr

BOLOGNA C’eravamo tanto amati, e chissà che non ci ameremo ancora. Gherardo Sabatini torna a Bologna per la sua seconda gita a casa consecutiva e indossa nuovamente la divisa da ex. Era il 13 gennaio 2013 quando trovò spazio per la prima volta nella Virtus di Alex Finelli targata Saie3, in una grigia trasferta canturina (79-64 per i brianzoli). Offrì alla causa 4 minuti. Ci aggiunse il primo, e ad oggi tuttora unico, punto in Serie A il 7 aprile, quando la stagione aveva ormai poco da chiedere (e anche lì fu sconfitta, 66-85 da Venezia), in panchina era subenrtato Luca Bechi e come main sponsor Oknoplast. Una stagione ricca di cambiamenti che lo vide affacciarsi per la prima volta sul parquet della Unipol Arena in una gara ufficiale: 2 minuti, 2 rimbalzi, 1 palla persa, 0/1 da tre e soprattutto due liberi guadagnati che fruttarono lo storico punto. Al tempo Gherardo, figlio dell’ex patron Claudio Sabatini, bolognese e virtussino doc, aveva 19 anni da compiere in maggio e tanta voglia di emergere. Gli è rimasta attaccata oggi, al punto dal portarlo, in estate, a rinunciare faticosamente a una proposta della sua Virtus per avere spazio e visibilità in quel di Ravenna insieme ad Antimo Martino. Ma non si è mai nascosto, il cuore rimane bianconero, la speranza quella di tornare, ma solo da protagonista. Dopo aver segnato 20 punti complessivi nelle prime due gare vinte dalla OraSì il playmaker, che agisce come sesto uomo rilevando sia il play Tambone che la guardia Marks, ha faticato al PalaDozza, altro suo luogo dell’anima dove ancora riecheggia la festa del 15 dicembre 2013, quando dopo un pazzesco e bellissimo canestro da metacampo allo scadere contro Empoli che valse la vittoria fu sommerso dalla gioia della Fossa. Domenica scorsa contro gli amici Candi e Montano per lui una gara di sacrificio, da 2 punti in 14 minuti con solo 4 tiri tentati, e in settimana anche un attacco influenzale che potrebbe debilitarlo in vista di una gara nella quale vuol fare bene e benissimo. Ma c’è da scommetterci che ci sarà a prescindere. Il ragazzo ai grandi palcoscenici ci tiene, e non teme certo il peso del proprio nome. In estate fu chiaro: «Mi aspetto un’accoglienza normale, quella riservata ad ogni ragazzo proveniente dal vivaio Virtus. Purtroppo spero di vincere». Ci proverà, dopo essere arrivato corto di poco nel primo giro bolognese, rischiando un colpaccio che forse avrebbe spostato gli equilibri della stagione sia forutudina che ravennate. La Segafredo ad oggi è forse la squadra più in forma del campionato e giocherà nuovamente in casa, ma Ravenna ci crede, farà la sua gara di difesa e aggressività. Comandata da un ragazzo oggi ventidueenne che quel parquet lo conosce molto bene. Stefano Brienza


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