• 13/10/2016
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Corriere di Romagna, 13 ottobre 2016: Pronto Antimo, sono Matteo, mi presti un play?

BOLOGNA. Matteo Boniciolli è un coach di assoluto spessore e personalità, abituato anche a maltrattare virtualmente i suoi durante i time-out quando è il caso. Il suo «siamo una squadra di stronzi» rubato da un microfono di Sky nella stagione passata, è diventato il must di una delle magliette più vendute al Fortitudo Point. Eppure, domenica scorsa contro Verona, il coach biancoblù è rimasto per lo più in silenzio con le mani in tasca di fronte a una prestazione inspiegabile, sia pure da catalogare in parte come figlia dell’emergenza (assenza di un play di ruolo, condizioni fisiche imperfette di Mancinelli e Italiano, prova molto negativa di Knox) che tiene banco da un mese ormai in casa dell’Aquila. Queste e altre problematiche hanno fatto sì che Boniciolli stia preparando il match contro l’OraSì come una partita contro una delle avversarie più forte del girone. Cosa può cambiare tra Verona e Ravenna? «Innanzitutto dico cosa deve assolutamente cambiare: l’atteggiamento. Noi venivamo da tre vittorie importanti (due in Supercoppa, poi a Chieti, ndr) ottenute comunque in emergenza e la squadra ha pensato che il successo contro un Verona che all’esordio aveva perso largo fosse una specie di naturale conseguenza. Siamo stati supponenti, insomma e i risultati si sono visti sul campo. Penso e spero che contro Ravenna ci sarà un atteggiamento diverso, anche perchè affronteremo una squadra ben costruita e molto forte». Allenata, tra l’altro, da un vecchio amico. «Con Antimo a Roma ho affrontato due campionati ma in pratica solo un anno, in totale. E’ successo, cosa non comune, che abbia incontrato una persona con la quale sono entrato in immediata sintonia, quando ho capito di avere a fianco come assistente un amico e una persona leale. Sono stato felice che Ravenna l’abbia scelto come primo, cosa che denota anche la bontà della società e di un presidente appassionato e capace. Ero sicuro che, a differenza di tanti vice che diventano primi allenatori, non avrebbe scimmiottato i colleghi con i quali aveva lavorato, anche molto importanti come Repesa e Pesic. Antimo è un allenatore capace che ha sempre mantenuto la propria linea e la propria personalità». Gli ultimi due scontri tra Fortitudo e Ravenna sono stati vinti dai romagnoli. Preoccupato? «Non per questa statistica ma perchè ritengo l’OraSì una delle squadre meglio costruite e più complete del girone. Ad Antimo invidio il fatto di poter disporre di due playmaker che possono giocare sia assieme che in alternanza, mentre noi saremo sprovvisti del nostro almeno per un altro mese e mezzo». Sandro Camerani

 

RAVENNA. Antimo Martino si appresta a visitare con la sua squadra il nido dell’Aquila e anche il suo vecchio maestro dall’alto della classifica. Potrà forse dir poco, dopo due sole giornate, ma quello che conforta l’OraSì verso la prima delle due difficilissime trasferte consecutive a Bologna sono l’atteggiamento giusto mostrato da tutti, panchina in primis, e la profondità del roster viste contro Udine e Forlì. E, possibilmente, da ammirare anche al Pala Dozza tra due giorni. Cosa può cambiare tra Forlì e Fortitudo? «Da parte nostra mi auguro nulla, anche se siamo consapevoli che per impegnare la Fortitudo dovremo giocare al massimo. Troveremo una squadra desiderosa di riscatto ma non cambierà nulla rispetto alle partite da giocare al Pala Dozza, perchè ci sarà come sempre il tutto esaurito e l’impatto dei tifosi risulterà impressionante come al solito». E poi ci sarà l’ennesimo confronto con l’amico Boniciolli. «Con Matteo mi sento molto spesso durante ogni settimana di campionato. Con lui ho vissuto un anno molto intenso a Roma, abbiamo condiviso la quotidianità e l’intesa è stata immediata su ogni aspetto del nostro lavoro. Mi diede molta fiducia e penso di averla ricambiata, sia nella preparazione della partita che durante la gara vera e propria. Probabilmente è così, perchè da quei giorni Matteo ha sempre parlato molto bene di me, a dimostrazione del fatto che la stima reciproca nata a Roma non è certo svanita negli anni». Le ultime due volte che vi siete scontrati ha vinto Ravenna. Confortato da questo? «Non dò eccessiva importanza a questo dato statistico, anche se la Fortitudo viene da una partita molto negativa ribadirò ai miei giocatori che per cercare di stare costantemente in partita dovremo giocare con incoscienza e coraggio. So benissimo che Matteo non sottovaluta la gara e ho letto che ha già messo in guardia i suoi sui pericoli che potranno arrivare dal nostro roster. Quando uscì il calendario il primo pensiero che mi venne in mente fu quello di cercare di arrivare prontissimi all’inizio del campionato per provare a vincere le prime due partite ed arrivare così in una posizione invidiabile alla vigilia delle due trasferte consecutive a Bologna. E’ andata così e ne sono felice, però nessuno deve dimenticare che le due squadre sono state costruite con budget e quindi con obiettivi completamente diversi; la cosa però non deve spaventarci, ma solo dotarci di un sano realismo nell’avvicinamento al match di domenica prossima», (s.cam.)


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