• 12/10/2016
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Corriere dell Sport – Stadio, 12 ottobre 2016: Tambone e Sabatini la nuova era

Se è vero che la A2 permette di programmare nel lungo termine su una base italiana importante e che tanti coach di rilievo l’hanno scelta principalmente per questo motivo, e probabilmente è vero, la OraSì Ravenna è più che degno rappresentante della categoria. Buona parte delle sorti del suo campionato passeranno dalla scelta mirata di affidare la regia a due giovani playmaker nostrani dopo la dipartita di capitan Rivali: MafleoTambone e Gherardo Sabatini. Una scelta non così comune e compiuta parallelamente da Fortitudo e Virtus, le sue due prossime avversarie. Alle quali il duo ravennate piace. ARCHITETTI VENTENNI. Antimo Martino e i suoi ragazzi saliranno a Bologna per due weekend consecutivi, e non per fare serata come i coetanei. Niente Chalet o Estragon: prima il PalaDozza, poi l’Unipol Arena. Lì Tambone e Sabatini, entrambi classe 1994, incontreranno le loro nemesi. Prima Michele Ruzzier, il meno giovane del sestetto dall’alto dei suoi 23 anni, ancora fermo per l’infortunio al perone, e Leonardo Candì, il fortitudino doc del ’97 esploso nella scorsa stagione da titolare grazie alla fiducia di Boniciolli. Poi Marco Spissu, 1995, già scafato, già decisivo in A2. E ovviamente Lorenzo Penna, 1998, al quale non dispiacerebbe ripercorrere le gesta dell’amico Candi nella stagione appena iniziata che lo vede in rampa di lancio, nel suo caso con la mano di Ramagli a spingerlo. Le due bolognesi credono fortemente nei propri quattro registi, ai quali vanno aggiunti anche Campogrande (1996) e Pajola ( 1999), Tanto terreno fertile, tanti ventenni o poco più, o poco meno, con possibilità concrete di carriere luminose, all’interno di un panorama nazionale di costruttori di gioco ad oggi desolante, ma che intravede spiragli futuri. Una gioventù per nulla bruciata, affidata nelle mani di due sapienti insegnanti. INTERESSI. A Ravenna però si fa sul serio. E Martino, die rende 14 e 16 anni ai due colleghi non è da meno. Tambone, vivaio Virtus Roma, aveva frequentato la scuola di play-making del prof Rivali per due stagioni, poi si è fatto le ossa da titolare l’anno scorso a Treviglio, togliendosi lo sfizio di battere gli ex compagni con il tiro della vittoria. Ora il ritomo da figliol prodigo: Boniciolli ne ha parlato bene varie volte, descrivendolo come uno di quei playmaker ordinati, intelligenti e ricchi di attributi che piacciono a lui. È luta partire in quintetto, ma Sabatini, che entra da sesto uomo, ci gioca spesso insieme da guardia oltre a sostituirlo quando va a riposo. È il motivo per il quale ha scelto Ravenna, una situazione che gli garantiva un ruolo più ampio di quello offertogli, come rivelato dallo stesso a Stadio, dalla Virtus in estate. Rifiutò: una scelta difficile da accettare per il suo cuore, pensata nell’ottica della crescita professionale. Tornerà da ex in entrambi i palazzetti in due partite consecutive, e chissà che anche lui in futuro non possa essere figliol prodigo.


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