Il Resto del Carlino, 6 ottobre 2016: «Forlì, non ti dimentichiamo Ma Ravenna vuole batterti»
UNO DEGLI ex di questa sfida è Stefano Masciadri il quale ha un passato importante anche al Palafiera. Proprio su quel parquet, nella stagione 2009-2010, vide sfumare la promozione diretta in Legadue a gara 5 quando un canestro di Malaventura, allo scadere, fissò il punteggio sull’81-80 in favore della Fortitudo. La promozione arrivo comunque: Forlì che fu ripescata, ma il ricordo è agrodolce per il numero 14 giallorosso. «Avrei sicuramente preferito centrarla sul campo la promozione -afferma Masciadri – però fu una serie fantastica nella quale entrambe le squadre hanno giocato una pallacanestro di livello assoluto. Sono state cinque partite tiratissime e i dieci che erano in campo a quell’epoca sono tutti giocatori che hanno latto splendide carriere e in qualche modo anche la storia della pallacanestro. Personalmente ho un bel ricordo di Forlì: era il mio secondo anno da professionista ed e stata una bella spinta per la mia carriera». Ora però è una delle bandiere di Ravenna. Il derby non può essere una partita come un’altra. «So quanto è sentita questa partita anche perché tutti i ravennati che incontro mi dicono sempre la stessa cosa, che domenica dobbiamo vincere. Quindi capisco il clima che ce in questi giorni. Inoltre per una città che vive di basket relativamente da pochi anni come Ravenna, battere una realtà storica come Forlì sarebbe molto prestigioso anche a livello di immagine». Forlì il suo primo derby lo ha già vinto: ha battuto Ferrara 73-72 con 46 punti della coppia Blackshear-Crockett. È quindi una squadra a trazione statunitense o c’è altro dietro? «In serie A2 la differenza la fanno gli italiani. Io conosco bene Pierich col quale ho giocato e vinto un campionato a Casale Monferrato e so quanto può portare a livella di carattere, solidità ed esperienza. Lo stesso discorso vale per Ferri, poi c’è il giovane Paolin che e forte e ha faccia tosta da vendere e non va affatto sottovalutato, quindi penso che Forlì non sia assolutamente soltanto Blackshear e Crockett ma ci sia molto altro». L’OraSì invece come arriva a questa sfida? «Avere vinto a Udine ci ha regalato serenità per affrontare il primo derby della stagione»
L’ALTRO EX della sfida Ravenna-Forlì è Alberto Chiumenti che vanta un’esperienza un po’ più datata rispetto a Masciadri, ma dalle tinte forti come quelle del compagno. Nella stagione 2006-2007. con Forlì dominò la regular season nell’allora serie B1, arrivando lino alle semifinali promozione. Semifinali che la videro sconfìtta 2-3 da Osimo dopo essere stata avanti 2-0 nella serie. «Perdemmo gara 5 in casa – ricorda Chiumenti -. Essere stati avanti 2-0 e poi perdere 3-2 non è stato sicuramente un bel finale, ma di quella stagione ho ottimi ricordi. A Forlì mi sono trovato molto bene e ho ancora tanti amici da quelle parti». Un giocatore che ha vestito entrambe le casacche affronta in maniera differente una gara come questa? «Certo il derby è sempre una sfida emozionante per quello che mette in palio e per la cornice di pubblico che ci sarà, e anche perché so quanto tutti ci tengano a vincerlo. Tuttavia personalmente la vivo come una partita normale perchè a Forlì, anche se mi legano dei bei ricordi, sono stato ormai dieci anni fa. Adesso sono a Ravenna, sono felicissimo di essere qui e spero di poter regalare una gioia anche alla società e ai tifosi con una bella vittoria». Entrambe le squadre arrivano a questa gara con grande entusiasmo: loro perché il primo derby lo hanno già vinto, voi perché avete espugnato una piazza storica. «La nostra squadra e stata costruita per crescere partita dopo partita, anche al di fuori dei risultati matematici, quindi aveva bisogno di partire bene. E per partire bene dovevamo vincere a Udine, dove non era così scontato. Quel risultato ci ha dato la giusta confidenza per affrontare il derby: spero ci sia una marea di gente a darci ulteriore motivazione». Quanto è importante il gruppo in questa sfida? «Io credo tantissimo nel gruppo. Nella mia carriera ho capito che conta molto più del talento e a questo proposito Forlì non va assolutamente sottovalutata perche ha mantenuto l’ossatura che ha centrato la promozione l’anno scorso sulla quale ha inserito due americani notevoli. Tuttavia anche Ravenna non è un insieme di singoli elementi ma è diventata una squadra e credo che se la giocherà ad armi pari». s.p.