• 01/10/2016
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Il Resto del Carlino, 1 ottobre 2016: «Questa OraSì ha grandi potenzialità»

C’È GRANDE attesa a Ravenna per il debutto in campionato dell’OraSì, impegnata a Udine domani, domenica, alle 18 contro una neopromossa dalla storia gloriosa. Il precampionato ha dato buone indicazioni e ora per i giallorossi si tratta di tradurle in risultati ufficiali. Stefano Masciadri, veterano del gruppo, i segnali finora sono stati positivi? «Dobbiamo prendere tutto quanto ha detto di buono la preseason. Siamo in grado di stare in campo contro chiunque, abbiamo fatto enormi passi avanti da agosto ad oggi e abbiamo ancora notevoli margini di crescita. Siamo consapevoli che a livello di esperienza potremmo pagare qualcosa, ma dal punto di vista fisico e dell’intensità messa in campo, non siamo secondi a nessuno». In un gruppo con tante facce nuove, a che punto siete nella ricerca della migliore intesa? «I ragazzi che sono arrivati sono tutte bravissime persone e si sono inseriti perfettamente. Per Matteo Tambone si trattava di un ritorno e per lui è stato facile ritrovare la chimica. Chiumenti è una persona super, che ha sempre una parola di incoraggiamento per tutti ed è sempre pronto a dare una mano: grazie a questo suo atteggiamento positivo non gli è stato molto difficile farsi ben volere ed entrare nei meccanismi di gioco. Poi ci sono i tre ragazzi Crusca, Sgorbati e Sabatini, tutte persone umili e disponibili, pronte a lavorare in palestra e disposte ad imparare. Un giudizio che si può estendere anche a tutto il resto della squadra. Credo che questo sia l’atteggiamento giusto per togliersi qualche soddisfazione durante la stagione». I risultati estivi, come ad esempio le vittorie con Imola e Fortitudo, vi hanno stimolato a pensare più in grande oppure l’obiettivo resta sempre la salvezza? «Secondo me alzare l’asticella fa sempre bene e questo lo penso soprattutto alla luce della passata stagione. L’obiettivo principale resta quello di concentrarsi su una partita alla volta e cercare di vincerne il più possibile, poi se ci ritroveremo a lottare per i playoff, ben venga». Il primo impegno domani è a Udine, una squadra che è ancora un cantiere aperto: ha tagliato da poco i due americani e in settimana sono arrivati Okoye e Traini. Questa instabilità può essere un vantaggio per voi? «In parte sì, perché i nuovi arrivati devono comunque inserirsi e non hanno avuto molto tempo per farlo. Conta però anche il fattore campo e sicuramente loro ci terranno a fare bene per dimostrare al proprio pubblico che sono già pronti. La pressione è quindi più su di loro che su di noi, ma noi andiamo a Udine per cercare una vittoria che secondo me è alla nostra portata». Stefano Pece

DOMANI l’esordio dell’OraSì sarà a Udine: una sfida in una piazza storica della pallacanestro italiana che vanta un passato glorioso. Promossa dalla serie B nella stagione 2015-’16, Udine è ancora un cantiere aperto. Che può contare però sulla esperienza alla guida tecnica di Lino Lardo, arrivato quest’anno per portare la squadra prima di tutto alla salvezza e, perché no, magari a puntare anche a qualcosa di più. Il roster però è ancora in divenire perché le scelte fatte in estate non hanno convinto la società. Gli americani erano il lungo Eddie Delegai e il play Tyler Laser, ma entrambi sono stati tagliati. Mentre la società sta ancora lavorando per il sostituto di Laser (si fa il nome di Alex Acker che sarebbe un crack per la categoria), Delegal è stato sostituito col nigeriano Stan Okoye, nazionale reduce dalle Olimpiadi di Rio che conosce già il campionato italiano avendo giocato a Matera, Varese e Trapani. Insieme a lui è arrivato da poco anche Andrea Traini, playmaker ex Recanati più volte avversario di Ravenna. Nuovo anche il centro Gino Cuccarolo che con i suoi 2 metri e 22 centimetri è il più alto d’Italia. s.p.


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