• 31/03/2016
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Il Resto del Carlino, 31 marzo 2016: “I playoff sono alla portata dell’OraSì”

LA PAUSA pasquale ha fatto bene all’OraSì che è tornata al lavoro martedì al Pala Costa a pieno regime, in vista del rush finale della stagione regolare. Le 4 partite che restano da giocare infuocheranno il mese di aprile, nel quale si decideranno gli ultimi tre nomi della griglia playoff. Treviso e Mantova devono decidere soltanto chi tra loro sarà la testa di serie numero 1, mentre Imola, Brescia e Roseto si giocano i posti dal 3° al 5°. Quelli che restano se li disputano Ravenna, Treviglio, Verona, Bologna e Trieste, tutte a pari punti a quota 28 in un finale che più interessante di così non potrebbe essere. In casa OraSì tutti credono alla possibilità di allungare la stagione e il clima non è certo quello degli ultimi giorni di scuola. Come sottolinea l’americano giallorosso Moe Deloach. Ravenna però non deve ripetere la gara di Trieste. «E’ una stagione che va così e, come siamo migliorati durante l’anno, anche altre squadre hanno fatto passi in avanti. Non dipende solo da noi e a volte capitano giornate storte come a Trieste. L’importante è lasciarsele alle spalle». Ci credete ai playoff? «E’ dura, ma dobbiamo crederci». Il calendario non aiuta. A parte la gara con Matera, dovrete affrontare le prime tre. «Sono quattro partite che sarà bello affrontare. Possiamo giocarcele tutte, nel senso che a prescindere dall’avversario, abbiamo dimostrato in questa stagione di essere alla pari con tutte. Anzi, credo che nessuno avrebbe potuto prevedere che saremmo stati in corsa per i playoff, perché i nostri obiettivi erano ben altri. La nostra stagione è comunque da incorniciare, ma visto che ci siamo, perché non provarci?». Quali sono i rischi nell’affron-tare una squadra già retro- «Matera verrà qui senza niente da perdere e le squadre che giocano senza pressioni sono pericolosissime da affrontare. Da parte nostra dobbiamo focalizzarci sull’obiettivo e cercare di indirizzare subito la partita verso binari sicuri, senza mai perdere il controllo sulla gara». Poi ci sarà Roseto. Per lei sarà una gara particolare o è ora di mettere la parola fine sugli screzi del passato? «So che a Roseto sarò sempre accolto in un certo modo. Fortunatamente non capisco quello che mi dicono, ma spero che finalmente possa essere una partita normale. Gli incidenti del passato con quella tifoseria sono dovuti al fatto che ero arrivato in Italia in giovane età dopo un anno in Repubblica Ceca, dove il basket è vissuto in maniera del tutto differente, e ho commesso peccati di gioventù. Mi dispiace e spero che sia tutto alle spalle». Stefano Pece


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