Il Piccolo, 21 marzo 2016: Ravenna si sveglia tardi, l’Alma corre verso i playoff
A un certo punto, diciamo a metà del terzo quarto, sembrava fin troppo facile per l’Alma Trieste lo scontro diretto contro l’OraSì Ravenna: 24 punti di vantaggio, un dominio pressoché totale in campo e gli ospiti che non riuscivano a trovare il modo perlomeno di riequilibrare le cose sul parquet. A quel punto la benzina biancorossa (mentale, più che fisica, ci è parso: leggi calo di concentrazione da maxi vantaggio) ha iniziato a scarseggiare, fi campo si è improvvisamente più grande e non si riusciva più a coprirlo tutto e soprattutto fra i romagnoli il coloured Delo-ach è entrato in trance agonistica e vedeva il canestro come una piscina da qualsiasi posizione tirasse. Il +24 è diventato a poco più di mezzo minuto dalla fine un risicatisshno +1 (grazie all’errore dalla lunetta di Malaventura che aveva i tiri del pareggio a 69), con un break spaventoso di 13-30 in 10 minuti e la paura si è impadronita del PalaRubini. Ma per fortuna di Trieste, l’OraSì Ravenna si è fermata lì: Nelson ha interrotto lemorragia in sospensione dai 2 metri, Pecile e Bossi dalla lunetta hanno reso la distanza incolmabile e l’Alma ha vinto lo scontro diretto per 74-68. E così, come da programma, l’Alma ha raggiunto e virtualmente superato i ravennati nella volata playoff (2-0 negli scontri diretti) salendo a quota 28. E dimostrando, con la prestazione complessivamente offerta davanti a 3.220 spettatori, che quello di Brescia è stato davvero solo un episodio a sé. Una partita che l’Alma aveva quasi messo in cassaforte grazie a una superiorità totale su entrambi i lati del campo. In difesa, perchè pressando da vicino ogni avversario, aveva impedito loro di sfruttare il perimetro e l’arco dei 6.75, ma anche l’area nella quale Smith e Ma-sciadri erano troppo statici per poter avere la meglio su Pipito-ne e Parks. In attacco, perchè con i romagnoli impegnati a chiudere l’area dalle incursioni di Parks restava scoperto il perimetro, dal quale Nelson, Bossi e poi anche Baldasso hanno fatto esercitazione di tiro pesante. Così il fosso è stato scavato subito, già dopo 10 minuti il tabel- lone diceva 21-8 con i soli Bossi e Nelson a muovere il tabellone per l’Alma (8 punti il primo, 13 per il secondo). Martino ha provato allora a difendere a zona, ma non è servito a niente, perchè ai due cecchini bianco-rossi si è aggiunto autoinvitandosi alla festa della bombarda. E alla fine del primo tempo loro tre, con 33 dei 41 punti complessivi dell’Alma (e 7/8 da tre) avevano già chiuso il match, 41-23. Dall’altra parte Ravenna, che si muoveva con il dinamismo della statua della Libertà, aveva solo Deloach a darsi qualche scrollata. Troppo poco. Nella ripresa, dopo un accenno di rianimazione di Ravenna, l’Alma ha ripreso a macinare, di nuovo il solco si è approfondito, fino ad arrivare al suo massimo dislivello intorno al 25′, 54-30, conia quarta bomba di Bossi. In quel momento, forse, i biancorossi hanno tolto il piede dall’acceleratore. In finale di terzo quarto è arrivato il 5-0 dell’OraSì, in avvio di quar- to un paio di bombe hanno rianimato i giallorossi che hanno anche iniziato a difendere con maggiore intensità. L’Alma ha perso sicurezza, non riuscendo più a contenere Deloach, né a chiudere l’arco, dal quale Ma- sciadri, Casini e lo stesso americano facevano centro ben 6 volte e ricucivano quasi del tutto il divario con il parzialone di 30-13. L’occasione del pareggio è arrivata a una quarantina di secondi dalla sirena con Malaventura dalla lunetta, che aveva sostituito nei tiri liberi il legittimo proprietario Smith, uscito accusando un infortunio al ginocchio (ma poi rientrato un minuto dopo, subissato dai fischi del PalaRubini): un solo tiro realizzato, l’Alma ha conservato l’esiguo vantaggio che subito Nelson ha incrementato a +3. Ravenna ha sbagliato i due attacchi successivi, i falli sistematici hanno portato Pecile e Bossi in lunetta, la vittoria biancorossa è stata messa in cassaforte