Corriere di Romagna, 14 marzo 2016: OraSì, una domenica da veri leoni
Giorgio Bottaro, l’uomo che assieme a Roberto Vianello ha regalato un sogno a Ravenna, ammira estasiato la cartolina del Pala De André sold out prima della palla a due e quasi si commuove. «Abbiamo lavorato tanto per il basket a Ravenna, ma un risultato così neppure noi lo sognavamo». E’ vero che l’irripetibile tifoseria deUa Forti-tudo ha permesso questo grande risultato, però la magia è comunque targata Ravenna e l’amore scoppiato per il basket in città ormai da tre anni. Il duello sonoro lo vince chiaramente la Fossa dei Leoni in versione export ma, visto che accade da sempre in tutta Italia, il tifo ravennate non c’entra nulla. Anzi, per quanto possibile tiene il confronto senza sfigurare. I peluche, in larga prevalenza orsetti, che piovono sul campo dopo il primo canestro, la tripla di Masciadri, regalano una prima emozione e danno il la all’8-0 iniziale dell’Ora-Sì, poi la Fortitudo si rimette in partita però i fischi arbitrali fiscali sono più dolorosi per il gioco bolognese rispetto a quello di coach Martino. Ribaltamento di scena. Il tifo giaUorosso si ridesta sul progressivo avvicinamento che porta al pari di Raschi. Bologna si addormenta e quando si risveglia l’OraSì ha preso un vantaggio che galleggia sempre attorno ai 5 punti, anche perché Smi- th ha la meglio nel duello contro Daniel, cosa che sposta tanto sul campo. Nell’ultimo quarto, dopo uno dei tanti errori arbitrali (equamente distribuiti) la Fossa perde la pazienza e una sedia della panchina ospite finisce in campo. La legge dello sport vuole che a spaccare definitivamente la partita sia uno degli ex più amati della storia recente, quella senza lustrini, della Fortitudo, Ovvero Matteo Malaventura, l’uomo che a Forlì sei anni fa regalò un sogno alla “F” e che all’andata fu a lungo osannato dai suoi ex tifosi. La situazione post-sedia rubata torna subito nella normalità, anche se piovono tecnici sui bolognesi che alla fine debbono am- mainare bandiera bianca (monumentale Smith, che annichilisce un Daniel al suo flop stagionale) e vedono i play-off un po’ più lontani, mentre Ravenna ora non deve abbassare la guardia in campo esterno e chiudere ancora le porte del De André, che magari non farà più 3.300 tifosi ma andrà oltre i numeri consueti. Anche perché un tifo ospite (cori per dieci minuti anche a fine partita) come ieri non si vedrà più. Neppure nei play-off, più probabili dalle 19.50 di domenica 13 marzo, data che ora verrà scritta a caratteri d’oro nella storia della pallacanestro ravennate. Sandro Camerani