Corriere di Romagna, 14 giugno 2015: Vianello ringrazia tifosi e finanziatori e tende una mano a Piacentini
Vianello ringrazia commosso la città, tende ancora una mano allo sponsor Piacentini e lascia aperta una porta al progetto di Team Romagna: «Sarebbe un nome perfetto per un progetto vincente». Nel suo primo weekend da serie A il patron del basket giallorosso si lascia andare a confidenze e riflessioni con la stampa locale. Primo punto affrontato quello della colletta ancora in corso che ha portato a più di 100mila euro: «Riteniamo di avere raccolto una cifra straordinaria in soli 4 giorni lavorativi, un risultato che mai nessuno avrebbe immaginato – attacca Vianello – e che ci ha dato la spinta per iniziare questa nuova avventura. Devo chiarire che non abbiamo completato l’obiettivo e che per questo motivo è necessario proseguire nella nostra opera di aggregazione delle risorse, ma quanto accaduto ci fa ben sperare. Gli episodi più emozionanti di questi giorni sono state le telefonate nelle quali amici vecchi e nuovi manifestavano il proprio appoggio. Poi il capitolo mairi sponsor, ovvero Piacentini, ovvero la storia di 300mila euro promessi e mai arrivati. Ma sul punto Vianello non sembra usare toni polemici, il che lascia pensare a un possibile chiarimento tra società: «Non sono mai voluto entrare sulle polemiche legate all’accordo di sponsorizzazione con l’azienda Piacentini – ha detto Vianello – ma ci tengo a dire una cosa: ho stima e considerazione dei fratelli Piacentini, che ritengo persone per bene e grandi lavoratori che passano la maggior parte del loro tempo all’estero. Credo che la loro decisione di sospendere l’accordo di sponsorizzazione fosse motivata, e non sono adirato nei loro confronti. Anzi, vorrei tanto che i nostri rapporti continuassero a essere impostati sull’amicizia e che Oscar tornasse a vedere le nostre partite a Ravenna come ha fatto nel corso della passata stagione. Da parte nostra è rimasta la stessa stima di sempre». E il team Romagna? «Il progetto era perfetto e vincente. Se non sei Milano o Roma, devi obbligatoriamente fare rete se ambisci a confrontarti con le realtà sportive più importanti. Bisognerebbe andare oltre i campanilismi, con grande condivisione di idee e progetti, sempre nel rispetto delle proprie origini e con trasparenza e correttezza. Questo era il mio pensiero di allora e lo è tutt’ora». Infine un pensiero per i tifosi, quelli che in questi giorni hanno messo mano al portafoglio: «Quello che mi ha emozionato in questa vicenda – conclude il presidente – riguarda lo scatto d’orgoglio che la città di Ravenna ha espresso in un momento particolarmente delicato. Quello che abbiamo vissuto non è per niente normale: dal contributo del pensionato a quello di una parte dell’imprenditoria, siamo riusciti a raggiungere un risultato prodotto interamente dalla nostra comunità».