La Voce di Romagna, 1 giugno 2015: Basket, appello dei tifosi alla città
I Leoni Bizantini tornano a ruggire alla città nel tentativo di salvare il Basket Ravenna Piero Manetti e quindi la permanenza in categoria della società. In una lettera-appello, i tifosi si rivolgono a tutti i ravennati: “Chiediamo alle istituzioni, al mondo imprenditoriale, a tutti i cittadini – scrive il club dei tifosi – di fare il possibile affinché non venga vanificato questo meraviglioso progetto che ha rappresentato una vera e propria novità positiva per la nostra città e ha dimostrato che i risultati sportivi e i valori sociali possono crescere insieme”. Un progetto, quello del basket ravennate, creduto enormemente negli ultimi 4 anni: “Ravenna è diventata una piazza rispettata nel mondo del basket e ovunque apprezzata per la grande e corretta partecipazione di pubblico composto da tante famiglie con bambini anche piccolissimi, gruppi di amici, pensionati, coppie giovani e meno giovani -affermano i Leoni Bizantini – tutto ciò evidenzia la passione per uno degli sport più belli al mondo, che tanti di noi hanno conosciuto proprio grazie a questa esperienza faticosamente portata avanti dalla dirigenza e dagli atleti della Basket Ravenna Piero Manetti”. Poi l’ennesimo sfogo: “Non vogliamo perdere tutto questo – affermano – siamo profondamente convinti che la città intera non possa permettersi di buttare a mare questo enorme patri- monio costruito passo dopo passo in questi anni. Ben consapevoli che la crisi economica non ancora superata ha fortemente indebolito il mondo imprenditoriale e l’ha reso più prudente nel sostenere finanziariamente progetti sportivi, ribadiamo comunque che qui in gioco non c’è l’acquisto del campione Nba”. I tifosi auspicano che “questa splendida avventura possa continuare, anche perché in gioco c’è la possibilità di mantenere in vita questa impresa che oltre a dare lavoro a più di 30 persone consente di offrire la pratica sportiva ad oltre 450 ragazzi e ragazze. In gioco – concludono – la possibilità di dimostrare a noi stessi che questa città, come già accaduto in altri momenti difficili, ha le capacità per non dilapidare in pochi attimi ciò che faticosamente ed entusiasticamente abbiamo costruito in questi anni”.