Il Resto del Carlino, 31 gennaio 2015: Il basket ha le valigie pronte: “Quel palazzo costa troppo”
E COSA NE pensa il Basket Ravenna dell’offerta del Comune? «Ci sono tre situazioni che mi preoccupano molto – spiega Roberto Vianello, presidente-: il palazzetto, lo sponsor e la partenza di Bottaro. E la proposta dell’Amministrazione su un utilizzo del Pala De André non convince appieno Vianello. «APPREZZIAMO moltissimo le proposte del Comune – dice il numero uno giallorosso – che si è impegnato a rifare il parquet e comprare i canestri. Ma il problema del Pala De André è un altro: ha dei costi di gestione spaventosi, insostenibili per noi al momento attuale. La verità è che noi per giocarci dovremmo averlo alle stesse cifre che spendiamo oggi per il Costa». Per ammortizzare i costi, una possibilità sarebbe che entrambe le squadre giocassero nello stesso weekend in casa, col basket al sabato e il volley la domenica. Tuttavia la questione, oltre che economica è anche tecnica: dovrebbero continuare ad allenarsi al Pala Costa, ma giocherebbero le gare interne al De André. «Giocare in una struttura nella quale non puoi allenarti quotidianamente – spiega Vianello – non ti consente di avere punti di riferi- SHOW Andrea Raschi mento. Sarebbe come giocare sempre in trasferta». Non da ultimo, vanno considerate le sirene esterne. I palazzetti in Romagna si sprecano e sono tante le città che stanno facendo la corte al Basket Ravenna, specie dopo il fallimento di Forlì. «Siamo in una zona in cui ci sono tanti palazzetti e nessuna squadra di vertice – ammette Vianello -. Sono in molti a chiederci di andare a giocare da loro. Questo significa trasferire la prima squadra in un’altra città e lasciare a Ravenna solo il settore giovanile. Chiaramente il cuore vorrebbe rimanere qui, ma la situazione è molto complicata: se non c’è il palazzetto o si trasloca o si chiude, non c’è una terza via». Per risolvere la situazione servono forze nuove, uno sponsor importante che possa garantire nuova linfa alla società. «ALLA QUESTIONE palazzetto è connessa quella dello sponsor – conclude Vianello -. Dobbiamo essere grati all’Acmar, però purtroppo il mondo dell’edilizia vive un momento buio e questo preoccupa anche noi che siamo all’ultimo anno di contratto di sponsorizzazione. Sappiamo che Acmar non ci abbandonerà, ma anche loro stanno affrontando grossi problemi. La rete di sponsor minori si aggira sulle 50 unità e compiono sforzi nonostante la crisi, ma manca lo sponsor che metta sul piatto cifre importanti. Senza quello sarà diffìcile proseguire». Vianello ha posto una dead-line, fissata al 31 marzo. Dopo quella data, se non sarà stata risolta la questione palazzetto e non sarà arrivato uno sponsor importante, comunicherà le sue decisioni. Stefano Pece