Il Resto del Carlino, 31 gennaio 2015: Acmar e Cmc, uno sconto se giocate al Pala de Andrè: ma l’offerta cadrà nel vuoto
I NODI, prima o poi vengono al pettine. Lo sport ravennate, che sta conoscendo una certa vitalità in termini di risultati agonistici per le squadre di volley e basket, ha bisogno di una nuova casa. Essendo irrealizzabile in tempi brevi, si deve fare con quello che si ha, ovvero il Pala De André. Che però ha dei costi di gestione astronomici. Su queste colonne, l’allarme è stato lanciato più volte. L’amministrazione comunale si è resa conto che qualcosa va fatto. Il sindaco Matteucci e l’assessore allo sport Guerrieri hanno dunque formulato un pacchetto di proposte per venire incontro all’Acmar basket (che dovrà lasciare il Pala-Costa dopo due anni di deroga) e per cercare di convincere il Porto Robur Costa Cmc a tornare in città dopo un anno di esilio a Forlì. «L’UTILIZZO del Pala De André hanno fatto sapere Matteucci e Guerrieri è la soluzione migliore per consentire ad entrambe le squadre di giocare a Ravenna. Per fare questo il Comune è pronto ad accollarsi il costo di quelle opere strutturali e accessorie necessarie per l’omologazione». Tradotto in soldoni, palazzo Merlato tirerebbe fuori una cifra vicina ai 130mila euro per dotare il Pala De André di parquet, tabelloni segnapunti, canestri e opere accessorie. «Alle società hanno aggiunto Matteucci e Guerrieri è stata presentata anche una valutazione economica dei costi di utilizzo del Pala De André. Si tratta di un’offerta vantaggiosa per le due società e per i tifosi ravennati. Molto migliore, dal punto di vista economico, sia rispetto al passato, sia rispetto alla situazione di questo campionato. Inoltre confermiamo 1 interesse del Comune ad un tavolo di confronto per la realizzazione di un nuovo palasport». Fin qui le buone intenzioni. Pur- LO SFORZO DEL COMUNE Messi sul piatto 130mila ¬ Però alle due società non conviene giocare qui troppo però la realtà è molto diversa e articolata. E tutto giro attorno ai costi di gestione, senza dimenticare che l’utilizzo del Pala De André sarebbe esclusivamente per le partite e, al massimo, per l’allenamento pregara. La Cmc Ravenna è stata la prima a levare le tende. Al Pala De André, fino allo scorso anno, spendeva 12.200 euro a partita. Al PalaFiera di Forlì ne spende 1.300. Da 130mila euro all’anno si è passati a 30mila euro. Chiunque avrebbe fatto una operazione del genere. I centomila euro risparmiati equivalgono al 10% del budget annuale. Diverso il discorso per l’Acmar basket, che al PalaCosta spende 500 euro a partita, ovvero nulla. Il Comune si è attivato per ridurre al massimo le spese, proponendo per il prossimo campionato al Pala De André un costo a partita fra i 4 e i 6 mila euro, ottenibile attraverso la sovrapposizione dei calendari delle due squadre. Il nocciolo però è qui. APPREZZABILE lo sforzo di palazzo Merlato, ma per l’Acmar si passerebbe da 7.500 euro all’anno a 90mila euro. La proposta è obiettivamente inaccettabile anche dalla Cmc Ravenna, che a Forlì continuerebbe a spendere 60mila euro in meno. Il Comune replica che, giocando al Pala De André, gli spettatori aumenterebbero, sia per il basket (che ora ne può far entrare solo 1.000 al PalaCosta), sia per il volley, che tornerebbe ad una media di duemila. Un aumento del 20-25% delle presenze andrebbe a coprire le maggiori spese di gestione. Ma siamo nel campo delle scommesse, perché, puntare sull’appeal di una squadra costituisce un azzardo legato ai risultati. Un conto infatti è viaggiare in vetta alla classifica di Legadue Silver (Acmar) o al sesto posto, e ai quarti di finale di Chal-leng Cup (Cmc); un altro è puntare alla salvezza. Impressioni? Il volley resterà a Forlì e il basket lo seguirà… Roberto Romin