• 31/01/2015
  • Stampa
  • Commenti disabilitati su Corriere di Romagna, 31 gennaio 2015: “Vogliamo restare in città ma il Pala de Andrè costa troppo”

Corriere di Romagna, 31 gennaio 2015: “Vogliamo restare in città ma il Pala de Andrè costa troppo”

Il sogno sarebbe quello di un trasloco nel salotto buono del Pala De André, l’incubo quello di una chiusura per mancanza di risorse. La Piero Manetti si trova davanti a un bivio decisamente delicato per il proprio futuro, una nuvola nera che si sta addensando progressivamente, come l’ha definita il presidente Roberto Vianello. «Noi vogliamo assolutamente rimanere a giocare a Ravenna – sottolinea il patron – e apprezziamo moltissimo tutti gli sforzi che l’amministrazione, che ha la nostra stessa volontà, sta profondendo per risolvere la questione palazzetto, stanno facendo il massimo. E’ encomiabile l’impegno del sindaco e dell’assessore Guerrieri di portare avanti i lavori necessari, vale a dire l’installazione del parquet e dei canestri. Questi lavori, pur importanti, una volta ultimati non risolvono quelli che sono i problemi di gestione che ha dei costi spaventosi. Noi vorremmo poter usufruire del Pala De André ai costi del Pala Costa. Dal punto di vista squisitamente tecnico giocare la partita in una struttura e sostenere gli allenamenti al Costa o alla Morigia non sarebbe certamente ottimale, per una questione di riferimenti ambientali per il tiro o la difesa. Come pure non lo sarebbe dover fare la spola da Ravenna a un’altra città. Abbiamo ricevuto tante offerte da città vicine che hanno le strutture ma non una squadra, soprattutto in serie A dove siamo attualmente, lasciando il settore giovanile in città. Ci accoglierebbero tutti con il tappeto rosso ma, ripeto, nei limiti del possibile noi vogliamo rimanere a Ravenna. L’alternativa che attualmente non voglio neanche prendere in considerazione è quella della chiusura e non ritengo più perseguibile quella, eventuale, di ripartire dalla C. Ci siamo dati una data di scadenza, il 31 marzo, per vedere quale sarà la situazione, poi prenderemo le decisioni», (agostino galegatì)

 
 
 
 

Comments are closed.