• 27/01/2015
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Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2015: Il “cecchino” Holloway

EMMANUEL Holloway sta diventando un giocatore devastante nell’attacco dell’Acmar e la sua scioltezza nell’andare a canestro ha lasciato Matera disarmata. Ottime le sue statistiche della partita di domenica: 25 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 palle recuperate, oltre al non trascurabile particolare di aver caricato di falli Josh Greene, il miglior giocatore della formazione avversaria. «Devo però riconoscere i meriti di Matera – afferma Holloway -che ha giocato duro per tutta la partita, mettendoci in grossa difficoltà. Alcune chiamate arbitrali poi li hanno innervositi e la partita si è messa in discesa, ma è stata Con Rivali 48 punti in due «Eugenio è un campione, non so come si possa lasciargli tutto quello spazio» gli tutto quello spazio per tirare. Eugenio lavora duro ed è in grado di fare tantissime cose diverse. Può tirare, come ha dimostrato con Matera, ma anche quando non lo fa è capace di dispensare assist a non finire e catturare anche rimbalzi in attacco. Insomma se lo lasciano libero di agire può fare quello che vuole». E’ indubbio che i 4 falli fischiati a Greene nei primi due quarti abbiano condizionato la prestazione di Matera. «E’ chiaro che il tecnico, 4° fallo per lui, a causa delle proteste abbia cambiato la partita di Greene e quella di Matera, perché un conto è andare al riposo con tre falli sul groppone, un altro è andarci con quattro. Da quel momento è vero, la Bawer non è più stata la stessa, comunque i fischi arbitrali sono arrivati anche contro di noi, quindi tutto sommato credo che sia stata una partita vinta meritatamente e non a causa di un fischio per una o per l’altra parte». Prima era più che altro un ottimo difensore, ora è diventato anche il maggiore terminale offensivo dell’Acmar. Che cosa è cambiato per lei rispetto all’inizio della stagione? «Nella mia testa non è cambiato nulla: ero sicuro di poter offrire questo tipo di prestazioni anche in attacco e i compagni mi hanno sempre incoraggiato in questo senso. Ma il concetto è questo: all’inizio della stagione non c’era bisogno che io prendessi tanti tiri, perché siamo una squadra con molte soluzioni offensive, dunque mi dedicavo maggiormente alla difesa. Ora che gli avversari hanno intensificato le marcature su Mike Singletary o su Eugenio Rivali, si sono aperti più spazi per me. Il basket è così. Sono convinto che tra qualche tempo gli avversari si adegueranno a marcare me e ci sarà più spazio per i compagni. Comunque siamo una squadra che fa circolare sempre la palla e, in ogni partita, il momento per tirare arriva per tutti». Stefano Pece


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