• 27/01/2015
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Corriere di Romagna, 27 gennaio 2015: Acmar, un’orchestra con solisti importanti

L’Acmar ha centrato un fantastico tredici. La decima perla interna in un caloroso e colorato PalaCosta ha regalato con ben undici turni di anticipo quella quota 26, obiettivo gialloros-so prefissato in avvio di stagione, che dovrebbe voler dire salvezza in carrozza. La formazione di Antimo Martino ha saputo scalfire Matera, reagendo a un’avversaria che ha mutato forma dal mercato ma che si è dovuta arrendere alla legge del fortino ravennate. Hollofly. Il grande protagonista della serata, accompagnato da Rivali, è stato Emmanuel Holloway, “Hollofly” come è stato ribattezzato dai tifosi bizantini. L’americano, facendo fede al proprio soprannome, ha preso il volo con una prestazione mostruosa: 25 punti frutto di un 5/6 da due e 4/6 da tre per un eloquente 32 di valutazione. Ma il compito per i ravennati non è stato semplice, come lo stesso esterno americano sottolinea. «Devo fare i complimenti a Matera per avere giocato con grinta e intensità. La Bawer è stata in grado di metterci in difficoltà, e vincere per noi non è stato per nulla semplice, anche per qualche chiamata che ci ha innervositi. Al tempo stesso sono molto felice che Rivali (23 punti, ndr) abbia dimostrato di poter giocare partite di questo tipo dal punto di vista offensivo. E’ stato determinante e non mi spiego come le nostre avversarie lo possano sottovalutare quando si presenta al tiro. Io lo chiamo EuGenie (Eugenio lo stregone, giocando sul suo nome, ndr). Anche quando non segna fa sempre cose importanti, oltre agli assist conquista rimbalzi in attacco anche se non è altissimo. Tutto questo ci ha permesso di accontentare i tifosi, regalando loro una vittoria che si meritavano e che li ripaga del loro supporto costante e incondizionato. La dedichiamo a loro». A fine secondo quarto uno degli spauracchi della vigilia, Greene, ha commesso in rapida successione il terzo e poi quarto fallo, sotto forma di tecnico. A quel punto la partita ha avuto una svolta e Ravenna è volata sul 71-57 che si è rivelato decisivo. «La partita a quel punto è cambiata – conferma Holloway – perché Greene è un giocatore im- portante, difficile da marcare, che ha potuto tirare nove tiri liberi e questo ci ha favoriti ma abbiamo fatto un ottimo lavoro». Punti pesanti. In questa fase del campionato il bottino medio realizzato dall’americano si è alzato. «Nella prima metà della stagione – spiega Holloway – le avversarie mi cercavano in difesa molto di più perché si aspettavano molti tiri da parte mia e magari si aprivano spazi per Rivali o Single-tary. Noi abbiamo moltissime armi dal punto di vista offensivo. Adesso è il mio turno di segnare un po’ di più ma potrà succedere che quando mi rad-doppieranno si apriranno gli spazi per i miei compagni e sarà il loro turno ad avere il ruolo di realizzatore». Agostino Galegati


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