• 07/01/2015
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Corriere di Romagna, 7 gennaio 2014: Dopo il volley anche il Basket rischia l’addio a Ravenna. Acmar e Cmc sognano una casa

RAVENNA. Vincono ma senza terreno. Scalano le classifiche ma la loro arrampicata non ha una base di appoggio. I loro trofei non hanno il piedistallo. E il futuro è ancora più incerto del presente. E’ la storia del basket e del volley cittadini: in vetta alla classifica nell’A2 Silver il primo, sesta nella massima serie il secondo. Eppure, a Ravenna non hanno una “casa”. O quasi. All’Acmar, la squadra di basket, la deroga per giocare al Pala Costa scade quest’anno mentre la Cmc Porto Robur Costa è ormai da settembre che gioca al PalaCredito di Forlì e riportarla a Ravenna in tempi brevi sembra difficile. Il nodo è sempre lo stesso: il costo dell’affitto del Pala De André, pubblico ma a gestione privata. Tornare a pagare le cifre pesanti dello scorso anno (oltre 150mila euro), per la pallavolo, non se ne parla nemmeno: ma pure sembra inutile arrovellarsi attorno alla possibilità di procacciarsi singoli sponsor a partita («Uno spreco», dice il direttore Cormio). E il basket, al Comune, ha parlato chiaro: «Non spenderemo mezzo centesimo di più». Dunque, facile ipotizzare che anche loro siano costretti a lasciare la città, magari diretti alla vicina Cervia o anch’essi a Forlì, città orfana del basket da una manciata di giorni. Su questi ultimi pesa poi il futuro di Giorgio Bottaro, direttore generale del basket Ravenna in odore di un posto importante alla Figc, anche se lui non conferma: il suo “addio” potrebbe farsi sentire nella società, galvanizzata dal parquet ma alle prese con l’incertezza del futuro. Entrambi, sia cestisti che pallavolisti, puntano a un nuovo palazzetto: una vera e propria casa dello sport che possa nascere a due passi dal Pala De André e che magari possa essere costruita con il coinvolgimento di più soggetti, in una società mista pubblico privata. A riguardo, c’è già stato un incontro in Comune e un altro ce ne sarà nelle prossime settimane, ma l’assessore Guerrieri mette le mani avanti e chiarisce: «Farlo coi soli soldi pubblici ora è impossibile».

GIORGIO BOTTARO (DIRETTORE ACMAR BASKET) «Non un centesimo in più per andare al Pala De André»

Direttore, lascia Ravenna? (sorride) «Non rispondo». Dunque va alla Figc? «Non rispondo». Scade la deroga al Pala Costa, e dopo dove andrete a giocare? «Si aprono prospettive preoccupanti, o di grande opportunità. Se non troviamo posto a casa nostra, e quindi al Pala De André, dobbiamo pensare a un’alternativa che ci permetta di rimanere in questa categoria. Ma se sarà Pala De André, dovremo averlo fruibile a condizioni accettabili, non usciamo dal seminato di mezzo centesimo. Siamo molto severi: non cederemo ad alcun tipo di tentazione». Altrimenti, andarsene come ha fatto il volley. Cervia è vicina ma Forlì è rimasta senza basket… «Non siamo ancora così avanti con le riflessioni. Vogliamo rimanere in città e soluzioni alternative non le abbiamo ancora valutate. Ma se non si trova casa, non so quanta voglia di ci sia di stare fuori Ravenna…» E quindi: tanto vale chiudere? «Se mi chiede se c’è un’altra strada, dico che dobbiamo riflettere bene. Per crescere ci vuole però un contenitore degno: se è adeguato, si hanno più probabilità di aggregare risorse umane ed economiche». Quindi, anche lei sogna una casa dello sport tutta nuova? «Ce ne sarebbe bisogno e a volte è bene azzardare idee importanti per puntare a una crescita collettiva invece che pensare a come minirnizzare gli sforzi». «Se non si trova casa non so quanta voglia ci sia di uscire da Ravenna»


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