• 27/10/2014
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La Voce di Romagna, 27 ottobre 2014: Martino: “Al supplementare abbiamo mantenuto i nervi saldi”

C’è euforia nello spogliatoio dell’Acmar Ravenna al termine della sfida sul parquet di Recanati. Consapevoli di aver strappato una vittoria che conta molta e contro una squadra che a poco dal termine ha addirittura rischiato di portare a casa la vittoria se gli errori non avessero contato in maniera determinante sul verdetto finale. Non sta nella pelle il coach dei ravennati, Antimo Martino: “Siamo davvero contenti per avere conquistato un successo importante per noi, giocando in trasferta e al cospetto di una squadra ostica che ha tanti ingredienti tra cui esperienza, talento e forza fisica”. La chiave del successo risiede per il coach dell’Acmar nell’essere riusciti a tenere in mano il pallino del gioco. “La nostra forza è stata quella di controllare il ritmo della partita, tranne che in alcuni momenti della gara, senza soccombere a rimbalzo, a-spetto che ci preoccupava in particola!’ modo al momento della preparazione della partita”. Ravenna ha rischiato soprattutto sulla tripla di Pierini che ha mandato ai supplementare. “Nel finale avremmo dovuto uccidere la partita e non permettere il rientro di Recanati, ma poi ancora una volta è uscita la nostra voglia di vincere. Il canestro di Pierini che ha aperto il supplementare avrebbe spezzato le gambe a chiunque, ma noi siamo riusciti a reagire, a tornare a-vanti e gestire il finale”. Complimenti anche a Recanati. “Hanno disputato una gara eccezionale quanto a intensità, rimontando nonostante le uscite per falli di Sykes e Gueye. Hanno lottato fino alla fine: mi complimento con loro per il carattere e la voglia di non arrendersi mai”. Un pensiero anche per i tanti sostenitori che hanno seguito la squadra in trasferta. “Siamo contenti per avere ripagato i tifosi, fantastici e che ci hanno sostenuto fino al termine. Adesso non vediamo l’ora di ritornare a casa per giocare davanti a un pubblico che ci stia accanto con il calore e l’entusiasmo dimostrato qui”.


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