La Voce di Romagna, 14 ottobre 2014: “Rimpianti Acmar. Martino: “Sul +10 avremmo dovuto ammazzare la partita”
L’Acmar è arrivata a un soffio dall’impresa in quel di Latina finendo sconfitta, nel finale, in casa di una delle favorite del torneo. Un risultato che brucia un po’ perché i giallorossi pur non disputando una partita trascendentale sono stati in vantaggio fino a cinque minuti dal termine nonostante l’assenza rilevante di Tambone fermato alla vigilia del match per una distorsione che aveva ridotto le rotazioni a disposizione di coach Antimo Martino. “Non voglio certamente trovare giustificazioni -commenta il coach dopo il viaggio di ritorno – ma è stato un vero peccato perché sia pure a tratti abbiamo giocato una buona pallacanestro fino ad arrivare ad avere dieci punti di margine. Secondo me – prosegue – bastavano pochi possessi in più per “ammazzare” la partita ma purtroppo in quel frangente è emerso il reale valore dei nostri avversari: hanno messo sul parquet tutta la loro fisicità e il loro atletismo che noi abbiamo patito, la loro pressione è aumentata, e sulle ali dell’entusiasmo si sono esaltati riuscendo a ribaltare l’inerzia della gara”. L’Acmar e i suoi tifosi però non devono fare drammi perché la sconfitta è arrivata sul campo di una grande squadra con la quale perdere non è stato sicuramente uno scandalo “Fermo restando che non partiremo mai battuti in partenza – catechizza il coach – pensare di espugnare il campo di Latina, per giunta senza un elemento di valore come Tambone, costituiva una vera e propria impresa per cui occorre già da ora resettare il tutto e pensare solo alla “Espugnare Latina senza Tambone sarebbe stata una vera impresa: resettiamo e pensiamo a giovedì” partita di giovedì prossimo davanti ai nostri tifosi per accumulare, grazie anche al loro apporto, il tesoretto utile per i nostri obiettivi stagionali”. I freddi numeri delle statistiche della trasferta laziale faranno riflettere comunque lo staff tecnico ravennate. Troppo scarsa la percentuale sui tiri liberi (53% contro il 93% avversario) come pure l’abissale differenza di rimbalzi acchiappati (21 contro 37) e troppo facile per Ihedhioa e Austin banchettare sotto le plance (21 contro gli 11 della coppia Amoni-Singletary): “Riguardando il match, in effetti, potevamo fare qualcosa di meglio sotto i tabelloni – concorda l’allenatore ravennate – ma Latina possiede una batteria di saltatori veramente devastante, basti pensare che oltre al loro pivot di 2,18 anche il loro play Santolamazza è stato capace, grazie alla sua taglia atletica, di catturare parecchi rimbalzi (6 ndr) e questo è un chiaro esempio delle loro potenzialità”. Maurizio Coreni