La Voce di Romagna, 23 maggio 2014: Giordani: “Stagione da incorniciare, anche se quel finale…”
Si è conclusa, dopo la bruciante sconfitta in gara5 contro la Mobyt Ferrara, la stagione d’esordio nel basket che conta dell’Acmar Ravenna; approcciatasi alla neonata DNA Silver da neopromossa con uno dei budget più bassi della categoria, Ravenna ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori, conquistandosi l’appellativo di matricola terribile, capace di scalpi importanti e di centrare, il sesto posto assoluto.
Lanfranco Giordani, il coach di questa matricola terribile, non può che essere contento nell’analizzare la stagione appena conclusa anche se, la conclusione, ha lasciato un po’ di amaro in bocca. “Sicuramente per Ravenna questa è un’altra stagione da ricordare, al primo anno di Silver abbiamo raggiunto uno dei punti più alti che la pallacanestro ravennate abbia mai toccato, facendo vivere al nostro pubblico la prima esperienza con i giocatori americani. Centrare la salvezza, nostro obiettivo stagionale con largo anticipo ci ha reso orgogliosi, anche se non nego che uscire così mi ha fatto male”.
Dove secondo te l’Acmar avrebbe potuto fare meglio?
“Parlando col senno di poi e partendo dal presupposto che la stagione regolare è stata straordinaria, avremmo potuto portare a casa 3-4 partite in più che probabilmente ci avrebbero garantito una posizione migliore nella griglia playoff; mi resta un grande amaro in bocca per aver perso gara5 così, avrei preferito perdere di 20 in maniera netta e inequivocabile, invece abbiamo perso in volata pur dimostrando che in semifinale potevamo esserci noi”.
Quali sono state le scelte vincenti per questa stagione assolutamente incredibile.
“La scelta di dare le chiavi della squadra ad Eugenio è stata vincente già da due anni fa: ha fatto un salto di qualità incredibile dimostrando non solo di poter stare in campo ma di poter essere un protagonista assoluto. La scelta degli americani è stata straordinaria ed il merito principale è di Giorgio Bottaro: come rapporto qualità prezzo abbiamo fatto una pescata eccellente, senza eguali in Silver, l’importante per noi era trovare oltre a buoni giocatori anche delle belle persone e in questo la scelta è stata ottima. Io penso di averli gestiti bene dal punto di vista tecnico-tattico e di aver cercato di tirare fuori il meglio di loro”.
Qualche cosa che invece non è andato come avresti sperato, qualche giocatore che magari ha reso un po’ sotto le aspettative?
“Mi dispiace di non essere riuscito a far esplodere Cicognani come mi auspicavo: Giacomo ha qualità uniche nel suo genere perché è un lungo che ha un’esplosività e una capacità di correre da canestro a canestro fuori dalla norma ma non è riuscito a dimostrare tutto il suo valore. Per quel che riguarda Broglia e Bedetti i discorsi sono agli antipodi: Giorgio è un giocatore di mestiere e tecnica che ha carenze dal punto di vista atletico e in un campionato come la Silver, non sempre queste qualità sono sufficienti per fare la differenza come successo l’anno passato in DNB, anche se quando ha avuto spazio per l’infortunio di Foiera, Broglia è stato fondamentale mentre Luca è un giocatore strepitoso dal punto di vista atletico e del temperamento che ha avuto qualche problema dal punto di vista offensivo ad adattarsi ma in difesa è stato straordinario e soprattutto nella prima parte del campionato, con la sua difesa sugli avversari americani, ci ha consentito di ottenere vittorie insperate”.
E della prossima stagione? Sarai ancora alla guida dell’Acmar?
“Il prossimo anno, a meno di grossi sconvolgimenti, sarò ancora al mio posto. Vogliamo provare a dare continuità al lavoro svolto, cercando di fare un altro piccolo passo avanti; per quel che riguarda la squadra è ancora presto ma in linea di massima ripartiamo da Rivali e Amoni, la scelta fondamentale sarà quella degli americani e poi cercheremo di completare il roster con un occhio al bilancio, con la volontà di lanciare qualche giovane”.
Riccardo Sabadini