• 18/05/2014
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La Voce di Romagna, 18 maggio 2014: Il punto della situazione con Giorgio Bottaro

Brucia ancora la sconfitta di gara5 a Ferrara ma il bilancio che resta è senza dubbio straordinario: l’Acmar, al debutto nel terzo campionato nazionale, ha stupito tutti e pur partendo con l’obiettivo della salvezza e uno dei budget più bassi della categoria è riuscita non solo a centrare con largo anticipo la permanenza in DNA Silver ma si è anche tolto lo sfizio di arrivare ai playoff, impensierendo una delle favorite alla promozione, la Mobyt Ferrara.

Giorgio Bottaro, facciamo un bilancio di questa stagione appena conclusa.

“Il bilancio è senza ombra di dubbio straordinario ed è stato il culmine di un biennio che difficilmente potrà essere ripetuto: abbiamo centrato risultati positivi, abbiamo fatto crescere l’entusiasmo attorno a noi, abbiamo riscosso tantissimi consensi per il nostro operato e per il modo di rappresentare la città; il modo in cui la nostra società lavora è estremamente apprezzato da tutti e questo ci rende orgogliosi”.

Che dire dei risultati?

“I risultati ottenuti sono andati assolutamente sopra ogni aspettativa: con uno dei budget più bassi della Lega, confermando il nucleo dei giocatori che hanno centrato la promozione e partendo con un solo straniero, non solo abbiamo ottenuto una salvezza anticipata ma siamo addirittura arrivati ai playoff. Anche ai playoff, contro una squadra fortissima, siamo stati in grado di rimontare da 2-0 a 2-2 poi purtroppo abbiamo finito la benzina all’ultimo giro, pagando a caro prezzo l’infortunio che ci ha privato di Tambone, i problemi di falli di un Cicognani che stava disputando la miglior partita della stagione e senza contare che in gara5 Foiera ha subito un colpo al ginocchio infortunato che lo ha fortemente limitato. Il tutto di fronte ad una squadra che per blasone, esperienza e budget non era neppure paragonabile a noi”.

Diamo un voto ai protagonisti di questa stagione.

“Un voto a questa stagione? Do un bel 9 a tutti i giocatori, 10 a Rivali e coach Lanfranco Giordani e 11 al presidente Vianello; 9 a tutti perché, in un successo sportivo, contano tutti dal giocatore più importante a quello che ha disputato pochi minuti perché l’impegno in allenamento è stato costante, penso ad esempio ai giovani che hanno sempre elevato il livello degli allenamenti e hanno coronato il loro impegno con lo scudetto conquistato a Grado. Rivali è l’emblema dell’Acmar, perché ha dimostrato di essere un grandissimo uomo prima ancora che un grandissimo giocatore, un esempio per tutti i giovani come Charlie Foiera. Un grande plauso va anche allo staff, a De Giuli, Fauro, Minghetti che hanno garantito competenza ed entusiasmo”.

E per la prossima stagione?

“La stagione prossima sarà la più difficile perché quello che ci aspetta è un campionato di livello superiore, con sfide più affascinanti come quelle con Imola e Forlì; sappiamo già che avremo problemi di capienza e aspettiamo di capire quali squadre affronteremo, potrebbero salire squadre di grandi capacità e tradizioni come Scafati e Latina. Noi lavoreremo sempre col nostro solito entusiasmo, e con il pragmatismo da buoni ravennati rinnoviamo il nostro obiettivo della salvezza, possibilmente spendendo ancora meno. Ci teniamo a ringraziare Vianello, la Fondazione Cassa di Risparmio, l’Acmar, le oltre 60 aziende che hanno contribuito a costruire tutto questo, i nostri oltre 600 abbonati che invitiamo a rinnovare il loro impegno il prima possibile per cercare di costruire la miglior squadra possibile. Ciò che è certo è che partiremo dall’inizio con due stranieri, che la guida sarà ancora Lanfranco Giordani con cui c’è una sinergia assolutamente fantastica, che sotto contratto abbiamo Rivali, Amoni e Cicognani e che sarà difficile rivedere Sollazzo e Singletary che molto probabilmente andranno a monetizzare quanto di buono fatto in questa stagione altrove perché noi non possiamo permetterci di ingaggiare aste sugli ingaggi. Abbiamo parlato con la Virtus Roma per il rinnovo del prestito di Tambone, dipenderà da cosa decideranno di fare loro. Quello che è certo è che continueremo a lavorare per durare nel tempo”.

Riccardo Sabadini


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