• 16/05/2014
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La Voce di Romagna, 16 maggio 2014: L’Acmar guarda già al futuro

L’amaro in bocca per una gara5 a tratti dominata e poi persa in volata, non cancella la straordinaria stagione dell’Acmar che, da matricola terribile, ha superato uno alla volta i propri obiettivi fino a sfiorare l’accesso alle semifinali. Un risultato davvero impensabile ad inizio stagione ma reso possibile dal grandissimo lavoro della dirigenza giallorossa che ha assemblato una squadra che ha fatto innamorare i tifosi ravennati e che, sin dalle prime uscite, è stata in grado di produrre una pallacanestro godibile e di assoluto livello, trascinata dal condottiero Lanfranco Giordani. I primi 28 minuti di gara 5, sono stati l’apice del lavoro dell’allenatore cervese con una squadra capace di annichilire la favoritissima Mobyt mettendo in campo adeguamenti tecnico tattici di assoluto spessore e sfruttando la grande serata di Giacomo Cicognani che, in questa serie di quarti di finale, ha saputo elevare il proprio rendimento tenendo fede al suo talento, del solito commovente Eugenio Rivali, capace di contenere Mays e di guidare l’attacco giallorosso, e dei talenti a stelle e strisce Sollazzo e Sin-gletary, verosimilmente alla loro ultima gara in maglia Acmar. Peccato solamente per qualche canestro facile sbagliato di troppo e di qualche episodio, come la bomba di Spizzichini dopo il pallone generosamente salvato da Bedetti, che hanno girato l’inerzia del match. La riscossa ferrarese, giunta con la zona “tricolore” ordinata da Furlani che ha panchinato i suoi due stranieri per far posto all’orgoglio italico, è stata guidata proprio dai due giocatori indicati come fattori chiave di gara5, ovvero Spizzichini e Amici. Il primo, dopo un primo tempo abulico condizionato dai tre prematuri falli, ha messo sul parquet grande aggressività soprattutto a rimbalzo e in campo aperto mentre Amici, dopo il solito tecnico, ha realizzato alcuni canestri pazzeschi. Il gran finale è stato apparecchiato per Julius Mays, due play Eugenio Rivali si è confermato grande protagonista anche in Lega Silver bombe e canestri da vero leader, e soprattutto per Daniele Casadei che con la tripla a 17 secondi dalla fine ha tagliato le gambe all’ultimo tentativo di rimonta ravennate. Ora in casa Acmar è già tempo di guardare avanti, al termine di una stagione che comunque resterà impressa nella memoria dei tifosi, accorsi in massa a Ferrara e che hanno letteralmente sommerso di applausi Amoni e compagni. I punti fermi del progetto sono Rivali e Amoni, mentre dato per scontato che gli americani migreranno verso altri lidi, si faranno valutazioni per il nucleo di italiani; prima di pensare alla prossima stagione però è giusto tributare una virtuale standing ovation ad un gruppo che ha regalato grandissime emozioni ai tifosi, mantenendo un atteggiamento mai sopra le righe ma sempre di grande coesione e unità di intenti. Il segreto che ha regalato grandi soddisfazioni al sodalizio di Via della Lirica è stato quello di scegliere uomini prima che giocatori e di affidare le chiavi della squadra a Eugenio Rivali, diventato vero uomo simbolo dell’Acmar. Anche la scelta degli stranieri si è rivelata vincente, con Sollazzo che è stato uno dei migliori realizzatori della Lega e Singletary che, a suon di doppie doppie, ha trascinato portando addirittura i romagnoli ai playoff. Riccardo Sabadini


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