Il Resto del Carlino, 16 maggio 2014: Acmar, meriti comunque un 7
L’ACMAR ha confermato anche in questa stagione di Dna Silver di essere una realtà in cui si lavora bene. Al primo anno da neopromossa, nessuno avrebbe detto che si sarebbe salvata con tanto anticipo, andando perfino ai playoff, e solo per questo merita un bel 7. Amoni 6,5: una delle armi pesanti di questa squadra. Spesso le avversarie hanno predisposto il piano partita per toglierlo dal gioco, segno del timore che incute il tiro dalla sua mattonella. Tuttavia nella serie playoff non ha reso quanto in campionato. Cicognani 6: ha giocato una serie playoff davvero eccellente esprimendo sostanza, fisicità e prontezza, cosa che non gli era quasi mai riuscita durante la stagione regolare. Se nella prossima stagione riuscirà a essere quello visto contro Ferrara potrà essere davvero molto utile alla causa. Rivali 7,5: è il metronomo della squadra, quello che detta tempi e ritmi ai compagni. Come è stato detto da più parti non ci sono molti giocatori con la sua capacità di leggere le partite. E quando ha visto la squadra in difficoltà, spesso e volentieri se l’è caricata in spalla portandola fuori dalle sabbie mobili. Bedetti 6: la sua caratteristica di ariete capace di scardinare le difese avversarie è stata piuttosto smorzata dalla fisicità della Lega Silver e spesso ha sbattuto contro il muro della difesa avversaria, non riuscendo a incidere in attacco. Tuttavia, grazie alla sua grinta, come difensore si è reso molto utile. Tambone 6: una promessa mantenuta solo in parte. Ha enormi mezzi tecnici e fisici, ma non sempre è stato in grado di dimostrarlo in stagione. Chiamato a essere il vice-Rivali ha perso qualche palla di troppo, ma ha anche dimostrato buone doti di tiratore. Foiera 6,5: un pilastro intramontabile. Partito come riserva di Cicognani, ben presto è diventato lui il titolare, grazie alla sua capacità intimidatoria nei confronti degli avversari più fisici. Secondo solo ad Amoni anche nella capacità di tira- re dall’arco, purtroppo nella serie playoff non è stato sempre determinante. Broglia 6: ha vissuto una stagione altalenante ma ha avuto modo di ritagliarsi i suoi spazi. Responsabilizzato dalla penuria di lunghi quando erano infortunati sia Foiera che Cicognani, in quel periodo ha vissuto il suo momento migliore. Singletary 7: entrato in gruppo a stagione in corso lo ha fatto in punta di piedi. Poi, a suon di prestazioni coi fiocchi e doppie doppie, ha meritato il soprannome di Magic Mike, guadagnandosi le simpatie del pubblico grazie anche alla sua capacità di coinvolgerlo. Sollazzo 7,5: uno degli americani più continui del campionato. Ha tenuto una media sempre attorno ai 20 punti e le partite che ha sbagliato si contano sulle dita di una sola mano. Ha grandissime doti offensive grazie alla sua esplosività e alla spavalderia tipica degli americani. L’unico rammarico è quello di non essere riuscito a mettere i canestri decisivi con Ferrara in gara 5. Locci e Ricci s.v.: non hanno avuto molte occasioni di scendere in campo. Giordani 7,5: vive in prima persona le emozioni della partita e non si risparmia mai. Ha puntato su un gruppo collaudato piuttosto che spendere patrimoni per comprare nuovi giocatori e ha avuto ragione.