• 07/05/2014
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Il Resto del Carlino, 7 maggio 2014: Acmar, Ferrara è ancora tabù

LA MOBYT vince anche gara 2, ma il secondo round tra Ravenna e Ferrara non ricalca il canovaccio del primo: la partita è stata di intensità incredibile, ma la precisione al tiro è stata scarsissima. L’eccesso di protagonismo degli arbitri rovina in parte una gara giocata su ritmi elevatissimi, spezzettando troppo il ritmo. Ne scaturisce una gara dal punteggio basso che premia ancora Ferrara spingendola ora 2-0 nella serie. Giordani sceglie Foiera al posto di Amoni nel quintetto di partenza, ma l’avvio è simile a quello di domenica. Ravenna è contratta, la difesa non chiude e le linee di passaggio in attacco vengono sempre sporcate dagli estensi. Dalle palle perse nascono i primi punti della Mobyt (7-0). Gli arbitri fischiano tutti i contatti e dalla lunetta l’Acmar ottiene un’iniziale fiammata (7-6) presto spenta dagli emiliani. Amici trova una tripla fuori ritmo, doppiata da Ferri ed è 17-7. Ravenna invece sbaglia tanto sotto canestro. Singletary, Rivali e perfino Sollazzo sembrano avere le polveri bagnate. Al contrario Mays e Spizzichini sono ispiratis-simi e la Mobyt vola 22-9. Solo Cicognani sembra in grado di farsi strada nella difesa di casa. Quando entra in campo l’Acmar guadagna intensità. Il lungo giallorosso segna i primi 5 punti del secondo quarto e riesce anche a limitare Jennings. La Mobyt perde lucidità nella manovra e butta via molti palloni. Però non va meglio all’Acmar che con un misero 5/25 dal campo non ha possibilità di recuperare i 14 punti di distacco. E’ un’altra Acmar quella che esce dagli spogliatoi, più grintosa e decisa a vendere cara la pelle. La manovra appare più fluida e le percentuali si alzano. Con un perentorio 10-2 Ravenna torna in scia (35-29). L’intensità difensiva dei giallorossi chiude le linee di penetrazione agli estensi, che anche dall’arco perdono efficacia. Con gran fatica l’Acmar risale a -3 con la tripla di Foiera (37-34). Tuttavia lo sforzo profuso nel terzo quarto spegne i giallorossi nella frazione conclusiva, quando Mays ritrova precisione e colpisce con regolarità dalla distanza.

Stefano Pece


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