Corriere di Romagna, 7 maggio 2014: Una nuova sconfitta per l’Acmar
In una serata di anti-basket la Mobyt vince 63-54, ringrazia i due mori Mays e Jennings e piazza il 2-0 che indirizza la serie dalla sua parte. Paradossalmente, però, è proprio da una gara tragica come questa, chiusa con il 33% al tiro e toppata su tutta la linea da Sollazzo (6 punti dalla lunetta) e Singletary (5 palle perse, 1/8 al tiro) che l’Acmar ha capito che al Costa la ruota può girare. A patto, ovviamente, di riprendere a giocare a basket. Canestro quadrato. Rispetto a garauno cambia un protagonista iniziale su dieci, perché Giordani mette l’ex Foiera invece di Amoni. Difese a specchio, uomo con contatti annessi, poi Amici piazza il 5-0 sull’avvio-bis faticoso (due errori al tiro e una palla persa) di Singletary. AU’Acmar servono tre minuti e mezzo per timbrare, con Foiera (7-2). Ferrara corre e tira ma, abbastanza ovviamente, senza le percentuali della gara precedente, altrimenti anziché Ravenna affronterebbe Indiana dall’altra parte dell’oceano. Ravenna lotta ma vede il canestro quadrato e si scontra sia con i problemi dei due stranieri che con il gioco molto fisico permesso dagli arbitri. Sotto canestro c’è una allegra tonnara e l’Acmar fatica. Quando la Mobyt riprende con la sinfonia da tre, poi, si fa notte, con Mays che mette la bomba che seppellisce il primo quarto sotto un 22-9 che non lascia spazio a commenti, come il 2/14 al tiro. Ferrara decolla. Secondo quarto con Bedetti per Singletary ma è Cicognani a piazzare un 5-2 che conforta in parte i tifosi al seguito. Rivali canta, porta la croce e ne prende tante, Giordani deve preservarlo e mette Sollazzo play a metà del secondo quarto ma non cambia nulla in sede di produzione offensiva. Anzi, se a 3 secondi dall’intervallo Jennings insacca la bomba del +14 e sulla sirena quella di Amoni non viene convalidata per una questione di centesimi inizia ad avanzare il sospetto che non sia proprio serata. Tanti indizi diventano una prova di fronte allo scout giallorosso all’intervallo lungo: 5/25 dal campo, 0/7 da tre. Risalita. Si riparte con Amoni e Cicognani in quintetto per Broglia e Foiera, ci sono invece giustamente Sollazzo e Singletary: spettatori non paganti per metà gara, è vero, ma per uscirne serve quella qualità che Giordani può cercare solo da loro e da Rivali. Non arriverà mai, ma nel frangente spunta un 8-0 che riapre i giochi grazie a Cicognani e Rivali. La bomba del -3 (37-34) è un fuoco di paglia firmato Foiera che poi si fa stoppare in contropiede da un Jennings che completa l’opera volando a schiacciare. Breve illusione. Ultimo quarto con Rivali e Cicognani che, bontà loro, non ci stanno e regalano il minimo svantaggio (42-40) ma Jennings è dominante (49-42). Il sigillo sul match lo mette comunque Mays con due bombe che demoliscono la zona e il morale ravennate (55-45). Ravenna segna solo dalla lunetta, Ferrara trova il modo di prendere un tecnico con Amici ed un’espulsione con Ferri. Il pubblico di casa scatena un Far West nel quale la parte degli indiani la fanno gli arbitri. Brutta conclusione per una brutta partita.