Il Resto del Carlino, 27 febbraio 2014: Foiera: “Temo una Mobyt arrabbiata”
ALL’andata fu il big match di giornata, prima contro seconda, e la Mobyt passò in scioltezza sul parquet dell’Acmar Ravenna, nel momento di massimo splendore della formazione di Furlani. Da quel giorno però, con l’infortunio a Ca-sadei, iniziarono tutti i problemi estensi. Oggi, Mobyt contro Acmar è una sfida non più per il primo posto, ma per una comunque più che onorevole griglia playoff: non è mate- matica per Ferri e compagni, lo è ancora meno per i romagnoli, attardati di quattro lunghezze. E Ravenna significa anche e soprattutto Charlie Foiera, capitano degli anni d’oro del Basket Club di Mascellani, che domenica tornerà per l’ennesima volta da ex al PalaMit 2B. «Ricordo bene quel momento della stagione – racconta Foiera – , eravamo entrambi al top della condizione e del gioco. Noi, da neopromossa, avevamo stupito forse più di tutti, se pensate che abbiamo giocato fino a tre settimane fa con un solo americano. Una scelta comprensibile da parte della società, che ha voluto premiare il gruppo italiano che ha dominato il campionato di Dnb della scorsa stagione. La Mobyt? Quella sera dominò, con uno Spizzichini immarcabile, e vinse agevolmente». Ora l’Acmar ha inserito nel motore l’ala Usa Mike Singletary. Che giocatore è? «Un’ala molto duttile, che può giocare in più ruoli e dare una bella mano a rimbalzo con il suo atletismo». Affrontate la Mobyt in un momento complicato per loro e ottimo per voi, dopo i successi a Matera e in casa con Firenze. Vi sentite favoriti? «Assolutamente no. Sappiamo che troveremo una squadra arrabbiata e questo dovrà essere un monito in più per affrontarli con la testa giusta. Sul vostro campionato poi, credo sia indiscutibile che gli infortuni ne abbiano cambiato la storia. Prima, eravate la squadra più forte e che giocava meglio, anche rispetto a big come Agrigento e Omegna». Foiera e Ferrara. Ormai non è la prima volta che torni da ex… «E’ vero, ma l’emozione resta la stessa. Lì ho passato cinque anni fondamentali per la mia vita e per la mia carriera e conservo tanti ricordi e molti amici. Insomma, per me Ferrara non è e non sarà mai banale».