Il Resto del Carlino, 20 febbraio 2014: “Mi piace aiutare la squadra, ma devo ancora migliorare”
LA SOFFERENZA dalla tribuna nella sfortunata trasferta di Roseto; due punti al debutto anch’esso poco fortunato contro Omegna; dieci punti, di cui tre nell’overtime (ma soprattuto 14 rimbalzi) a Mate-ra. Ecco i primi numeri di Mike Singletary, ala venticinquenne in-gaggiaa dall’Acmar Ravenna due settimane fa. Magari non saranno cifre da record (anche se è stato il miglior rimbalzista di giornata in Legadue Silver), tuttavia l’impatto con la nuova realtà di un giocatore arrivato praticamente a costo zero, può serenamente catalogarsi con il termine ‘incoraggiante’. Scusi mister Singletary, lei che arriva dal Texas, come si trova a Ravenna? «Ravenna è una bellissima città. Il clima è migliore e più caldo di quello che pensassi, e ho già avuto modo di fare un ‘tour guidato’ con il mio connazionale Adam Sollazzo e con mia moglie Alee». Parliamo di cucina? «Of coirne. Il cibo? E fantastico. Mi sono già innamorato dei cappelletti, ma tutta la pasta locale è fantastica». Ha lasciato le Filippine, ed un contratto molto remunerativo pur se in una Lega dal tasso tecnico notevolmente inferiore, pervenire in Italia. Il PalaCosta esaurito forse non vale uno dei sold out delle arene da 12mila posti a cui era abituato… «Io e mia moglie ci siamo trovati benissimo anche nelle Filippine, ma Ravenna è probabilmente il luogo più bello nel quale ho giocato». Quali le sue impressioni sulla partita di Matera? «Mi piace molto aiutare la squadra a vincere, e sono felice di avere contribuito al successo di domenica scorsa a Matera». E le sensazioni provate dentro il campo? Con 14 rimbalzi lei è risultato il miglior rimbalzista della 7° giornata di ritorno. «Ho avvertito subito quanto la squadra ci tenesse a chiudere il momento negativo e ho cercato di aiutarli senza esagerare, rendendomi utile a rimbalzo. Viceversa non sono riuscito a trovare buone percentuali al tiro, dove ho realizzato 10 punti, 7 subito e 3 nell’overtime, con un 2 su 11 al tiro. Ciò che contava però era vincere, e quello che abbiamo fatto a Matera è molto importante». Adesso c’è la sfida con Firenze: quali sono le prospettive? «Non conosco Firenze, ma mi hanno parlato di un buon roster e di una squadra in difficoltà. Se hanno battuto Omegna, che qui a Ravenna ha fatto molto bene, vuol dire che sono una squadra pericolosa e che dovremo affrontarla con energia. Sarà importante avere tutto il pubblico dalla nostra parte. In queste partite mi sono reso conto che alcuni giocatori possono esaltarsi molto se sentono determinate vibrazioni positive». Progetti ‘italiani’? «Aiutare l’Acmar a vincere e far parlare bene della squadra e dei suoi giocatori. Il futuro? Chissà…». Roberto Romin